Un viaggio che altri tre pontefici hanno compiuto prima di lui: Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Papa Francesco si differenzia per il fatto di atterrare direttamente nello Stato di Palestina senza passare prima da Israele. Lo farà domenica 25 maggio, partendo in elicottero da Amman, in Giordania, dove arriva oggi per il suo viaggio in Terra Santa (foto by InfoPhoto).

E’ un espediente diplomatico: recarsi a Betlemme, cioè in Cisgiordania (zona della Palestina occupata da Israele), senza dover atterrare in Israele a Gerusalemme e dare quindi una “priorità” allo stato ebraico, infilandosi nella millenaria ma sempre delicata questione sullo status di quella città. Il Cristianesimo la considera sacra come luogo in cui morì e risorse Gesù; l’Ebraismo la considera sacra come sito in cui fu sepolto re David; e anche l’Islam la ritiene una città sacra, terza per importanza dopo La Mecca e Medina, come luogo in cui Maometto giunse e ascese al cielo rimanendo vivo.

Bergoglio celebrerà la messa sabato 24 allo stadio di Amman, domenica 25 a Betlemme in piazza della Mangiatoia. Sarà a Gerusalemme lunedì 26, dove celebrerà la funzione nella sala del Cenacolo. A Betlemme Francesco visiterà il campo profughi di Dheisheh. Lunedì visiterà la spianata delle moschee, pregherà al Muro occidentale, deporrà dei fiori al Monte Herzl (dove si trova la tomba di Theodor Herzl, fondatore del sionismo), poi incontrerà i sopravvissuti dell’olocausto nazista.