I gesuiti sono religiosi, cioè persone consacrate con voti all’amore e al servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini. Oltre ai tre voti di povertà, castità e obbedienza comuni a tutti i religiosi, i gesuiti fanno un quarto voto di speciale obbedienza al Papa, il quale in forza di tale voto può mandarli in ogni parte del mondo e affidare loro qualsiasi “missione” egli ritenga necessaria o utile per il bene della Chiesa. In quanto religiosi, i gesuiti fanno parte di un particolare Ordine religioso: la Compagnia di Gesù. L’ordine venne fondato da Ignazio di Loyola che, con alcuni compagni, a Parigi nel 1534 fece voto di predicare in Terra Santa e di porsi agli ordini del papa: il programma di Ignazio venne approvato da papa Paolo III il 27 settembre 1540. È importante sottolineare che il termine Compagnia non ha un significato militare (come alcuni pensano, parlando dei gesuiti come dei “soldati del Papa”), ma sta ad indicare un gruppo di persone che stanno insieme per il raggiungimento di uno scopo. L’accento va posto sulla seconda parte del nome “di Gesù“: esso vuol dire infatti che i gesuiti fanno di Gesù il centro e lo scopo della loro vita, vogliono essere compagni di Gesù, cercando in ogni modo di imitarlo nella sua vita e nella sua morte; vogliono lavorare con Lui nella vita apostolica e vogliono servirlo nella sua Chiesa con la maggiore dedizione possibile. Questo è il nucleo essenziale della spiritualità dei gesuiti, che essi attingono anche dagli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola, loro fondatore, ed è la spiegazione ultima di quanto c’è di grande e di eroico nella loro storia.

Crescendo la loro importanza, nel 1539 i membri della Compagnia si riunirono per discutere del futuro della comunità, nacquero così i Cinque capitoli, testo base della Formula instituti che, approvata da Paolo III il 3 settembre 1539, contiene i principali fondamenti della Compagnia: il carattere apostolico, il fine di far progredire gli uomini nella fede e nella cultura religiosa, la povertà, l’obbedienza alla Santa Sede e al preposito, l’abolizione degli uffici corali e la promessa di recarsi ovunque il papa avesse indicato. La Compagnia di Gesù divenne così un ordine riconosciuto dalla legge canonica: Ignazio venne eletto all’unanimità preposito generale e il 22 aprile 1541, nella basilica di San Paolo, il fondatore e i suoi compagni pronunciarono i loro voti solenni.

Chiamati a predicare e a confessare nelle zone più remote delle penisole italiana e iberica, i gesuiti le trovavano spesso sconvolte da faide sanguinose: i padri presero quindi a organizzare liturgie di riconciliazione in cui gli esponenti dei gruppi in lotta erano invitati a perdonarsi reciprocamente. L’azione pacificatrice era rivolta anche agli sposi separati e alle dispute tra monaci e clero secolare. L’opera di assistenza agli ammalati, molto importante alle origini, cominciò a declinare quando i gesuiti iniziarono a specializzarsi nell’insegnamento. Il ministero dei prigionieri invece continuò poiché, non richiedendo cure costanti, era compatibile con l’insegnamento. Nelle prigioni i gesuiti predicavano, confessavano e insegnavano il catechismo, distribuivano le elemosine e trattavano con i creditori e le autorità per ottenere la mitigazione o la sospensione delle pene. Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società. Nel 1546 nacque il conservatorio delle Vergini Miserabili dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un’educazione e una dote. Diego Laínez e Pierre Favre furono i primi gesuiti a dedicarsi all’insegnamento (incaricati da Paolo III nel 1537) mentre nel 1545 Rodríguez divenne precettore dei figli di Giovanni III di Portogallo. Tra il 1540 e il 1544 vennero creati collegi per la formazione dei futuri membri dell’ordine a Parigi, Colonia, Padova e Valencia. Il ministero dell’insegnamento, inizialmente non previsto, si sviluppò fino a divenire una delle principali attività dell’ordine e uno dei principali strumenti della sua diffusione. I gesuiti, inoltre, non solo contribuirono ad arrestare il dilagare del protestantesimo nell’Europa centrale, ma intrapresero anche un’intensa attività missionaria nei paesi da poco scoperti come India, Giappone, Cina, Brasile, Paraguay, e Africa tentando di incarnare nelle diverse culture l’annuncio del messaggio di Gesù (su modello di san Francesco Saverio, apostolo del Giappone).

Presto però numerosi governi europei cominciarono a vedere l’ordine come il più pericoloso alleato dei pontefici e la Compagnia divenne di ostacolo alle loro politiche. Accusati di regicidio, di pervertire l’ordine sociale, di corrompere la gioventù e di essere artefici della supremazia del papa sul potere monarchico, i gesuiti vennero espulsi dai principali regni europei. Così, sotto la pressione dei sovrani, il 21 luglio 1773 papa Clemente XIV soppresse la Compagnia. Questa, fedele al suo voto di obbedienza al Papa, accettò con dolore di rimanere fuori dalla sua storia per circa 50 anni. I suoi beni furono confiscati ed i Gesuiti dispersi furono un considerevole numero. Tuttavia il Papa permise che un piccolo gruppo di Gesuiti rimanesse attivo nella Russia Bianca di Caterina la Grande. Questo gruppo sarà il germe della restaurazione della Compagnia avvenuta nel 1814, ad opera di Pio VII. Per meglio rispondere ai loro diversi compiti lavorativi, i Gesuiti si impegnano in una lunga e varia formazione, questo fa sì che ci siano Gesuiti sacerdoti, professori, tecnici, avvocati, ingegneri, psicologi, scienziati, scrittori, artisti… e perfino danzatori e prestigiatori! I gesuiti sono impegnati nell’istruzione e nella ricerca scientifica, nella formazione dei sacerdoti, nella catechesi per gli adulti, nell’apostolato verso il mondo giovanile e le comunità di vita cristiana, nei mass media, nell’assistenza spirituale a categorie svantaggiate. Lo scopo della Compagnia di Gesù è la difesa e la propagazione della fede, lavorare per il progresso spirituale dei fedeli mediante tutte le forme del ministero della parola e l’assistenza ai bisognosi.

Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, è il primo papa gesuita della storia ed è stato eletto il 13 marzo 2013 dopo due giorni di conclave: è il primo Papa del subcontinente sudamericano.