Il lavoro è un diritto di tutti che non può essere negato alle persone meritevoli e volenterose a causa di raccomandazioni che avvantaggiano i soliti privilegiati. Lo ha detto Papa Francesco nel corso di un’udienza svoltasi nell’aula Paolo VI. All’incontro hanno presenziato 2 mila fedeli appartenenti al Progetto Policoro, un’iniziativa avviata dalla CEI 20 anni fa per promuovere l’occupazione giovanile.

Il Pontefice si è rivolto proprio alle nuove generazioni, difendendo e incoraggiando i milioni di giovani disoccupati che si sono arresi di fronte alla mancanza di un lavoro dignitoso e alle prepotenze dei raccomandati:

Quanti giovani oggi sono vittime della disoccupazione! Quanti di loro hanno ormai smesso di cercare lavoro, rassegnati a continui rifiuti o all’indifferenza di una società che premia i soliti privilegiati e impedisce a chi merita di affermarsi!

Papa Francesco ha invitato preti e fedeli a stare vicino a chi ha smarrito ogni speranza di trovare un lavoro, offrendo coraggio e sostegno ai disoccupati e restituendo la dignità perduta a tutti:

Il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale esprime e fa crescere sempre la dignità della stessa vita umana.

Papa Francesco ha rivolto un appello all’intera società contro la piaga della disoccupazione:

Non perdiamo di vista l’urgenza di riaffermare questa dignità! Essa è propria di tutti e di ciascuno.

Secondo Bergoglio occorre premiare gli sforzi dei giovani volenterosi che oggi vedono il loro entusiasmo e le loro energie vanificate in progetti senza futuro. Il lavoro deve tornare a essere la base della società civile:

Non c’è la vocazione alla pigrizia, ma al lavoro sì! Così i giovani riscoprono la “vocazione” al lavoro: il senso alto di un impegno che va anche oltre il suo risultato economico, per diventare edificazione del mondo, della società, della vita.

In questo percorso di riappropriazione del diritto al lavoro la Chiesa secondo Papa Francesco deve farsi portatrice di speranza e accoglienza perché è come una “grande madre” che infonde forza e coraggio equamente a tutti i suoi figli.