Pur non facendone parte, Papa Francesco diventa protagonista principale del G20 ancora prima che cominci ufficialmente. Infatti nella mattinata del 5 settembre, poche ore prima dell’inizio formale del vertice mondiale in Russia, a San Pietroburgo, il Pontefice ha indirizzato una lettera al presidente russo Vladimir Putin in quanto padrone di casa. Ma il messaggio è rivolto a tutte le nazioni partecipanti.

Il tema è ancora la Siria. L’appello di Bergoglio è nuovamente quello di evitare l’intervento militare, che invece stanno promuovendo con forza soprattutto gli Stati Uniti.

Le parole del Papa (foto by InfoPhoto) sono eloquenti. Rivolgendosi direttamente a Putin, Francesco scrive: “Duole costatare che troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l’inutile massacro a cui stiamo assistendo“.

Il pontefice prosegue: “I leader degli Stati del G20 non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace“.

E conclude: “A tutti loro, e a ciascuno di loro, rivolgo un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare. Ci sia, piuttosto, un nuovo impegno a perseguire, con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso il dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale. Inoltre, è un dovere morale di tutti i Governi del mondo favorire ogni iniziativa volta a promuovere l’assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori dal Paese“.