Il Papa scomunica i mafiosi? I detenuti del carcere di Larino (Campobasso) rispondono disertando la messa. “Se siamo scomunicati, a messa non vale la pena andarci”. Questa la frase dei circa 200 carcerati della Sezione di alta sicurezza della prigione molisana, rimasti toccati dalle parole pronunciate da Papa Francesco due settimane fa in Calabria. Padre Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso, ha riferito la notizia a Radio Vaticana: “E’ una cosa sorprendente, che conferma quanto il Papa, parlando, incida nelle coscienze. L’intera Sezione di alta sicurezza si è messa in ribellione davanti a questa frase”.

Ancora Bregantini: “I detenuti ne hanno parlato con il cappellano. Questi ha invitato il vescovo al carcere per parlare e spiegare il senso dell’intervento del Papa. Tutto ciò dimostra come non sia vero che dire certe cose è clericalismo. In realtà, le parole del pontefice, come quella della Chiesa e di Gesù Cristo, hanno sempre una valenza etica che diventa poi culturale ed economica, quindi con grandi riflessi politici”.

Papa Francesco, in Calabria, così aveva detto dal pulpito: “Coloro che, nella loro vita, hanno questa strada di male, i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati”. Chiaro riferimento alla ‘ndrangheta che, da quelle parti, comanda e ordina. Uccide e fa affari milionari. Quelli che si sono sentiti chiamati in causa, a Larino, hanno protestato con il cappellano don Marco Colonna, decidendo lo sciopero della messa.

Proprio il cappellano, però, rispondendo a Repubblica ha voluto evitare che si usasse il termine protesta“Qui nessuno è in rivolta. Oggi alla messa erano in tanti, per fortuna. La verità è che in questi giorni tanti detenuti hanno manifestato dubbi e proteste dopo le parole di Bergoglio. Molti sono venuti a parlarmi per chiedermi cosa dovevano fare. Gli ho detto che il Papa non ha chiesto la loro espulsione, ma solo la loro redenzione”.