La comunicazione sul web e sui social non è affar solo delle persone “comuni” ma anche di tutti coloro che hanno deciso di dedicare la propria vita alla vocazione religiosa. Papa Francesco questo lo sa e sa anche bene quanta importanza abbiano i social nella vita di tutti i giorni, tant’è che neppure lui se n’è mai sottratto. Sebbene il Pontefice riconosca la fondamentale importanza che oggi questi mezzi di comunicazione hanno assunto nella società, dall’altra parte, però, mette in guardia i religiosi dall’uso distorto che se ne potrebbe fare.

Il messaggio di Papa Francesco viene indirizzato soprattutto a suore e religiose di clausura – quelle che hanno un contatto certamente minore col mondo esterno. Nella Costituzione Apostolica Vultum Dei quaerere, Papa Francesco scrive: “Nella nostra società la cultura digitale influisce in modo decisivo nella formazione del pensiero e nel modo di rapportarsi con il mondo e, particolarmente, con le persone. Questo clima culturale non lascia immuni le comunità contemplative. Certamente questi mezzi possono essere strumenti utili per la formazione e la comunicazione, ma vi esorto a un prudente discernimento affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessari“. Parole che ben si allineano a quelle che sono le regole imposte in molti istituti religiosi, dove l’accesso a internet è spesso regolato da una serie di paletti e limiti da rispettare.

La nuova costituzione apostolica di Papa Francesco non riguarda solo il web e social. Il Pontefice dedica un paragrafo anche a quello che viene definito reclutamento frettoloso di candidate dall’estero. L’attenzione del Papa verso questo fenomeno sarebbe giustificata dal fatto che negli ultimi anni molte giovani – provenienti soprattutto dalle zone più povere del pianeta – sarebbero state avviate alla vita religiosa senza sentire una particolare vocazione per tale ruolo. Un reclutamento frettoloso che sarebbe stato motivato dalla necessità di garantire un ricambio all’interno della Chiesa. Per evitare che ciò continui a accadere, Papa Francesco assicura che i monasteri presteranno maggiore attenzione nel reclutamento e nella formazione. Il solo reclutamento con lo scopo di garantire la sopravvivenza al monastero, compiuto frettolosamente e con candidate nient’affatto spinte da vocazione spirituale, dovrà quindi essere assolutamente evitato.