Papa Francesco è arrivato a Napoli. Atterrato in Campania alle 7.50 di questa mattina, il Pontefice ha dato il via ufficiale alla sua ottava visita pastorale in Italia. Ad accoglierlo sono stati l’arcivescovo Tommaso Caputo, il sindaco Ferdinando Uliano e migliaia di persone che hanno assistito al primo momento di preghiera del Papa che ha recitato una piccola supplica alla Madonna del Rosario.

Quella di Bergoglio sarà una visita densa di appuntamenti, con una nuova dimostrazione del Pontefice argentino di vicinanza alle fasce più emarginate della società, in particolare ai giovani disoccupati, ai detenuti, agli ammalati e ai disabili. Grande calore da parte dei fedeli che hanno accolto Papa Francesco in piazza Giovanni Paolo II circondandolo di affetto, abbracci e grande emozione. La corruzione spuzza, la società corrotta spuzza e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, spuzza“, queste le parole del Pontefice nel suo discorso a Scampia, quartiere simbolo delle difficoltà e del degrado situato nella periferia nord di Napoli, scelta emblematica per l’intero viaggio, in cui il Papa ha tenuto un incontro con la popolazione e le varie categorie sociali parlando di corruzione e immigrazione. Papa Francesco ha anche denunciato il sistema economico con forti affermazioni sul tema della disoccupazione: “La mancanza di lavoro ruba la dignità” e bisogna “lottare per difenderla”, mentre “il lavoro nero e sottopagato è schiavitù e sfruttamento delle persone”.

“La ‘buona politica’ è un servizio alle persone, che si esercita in primo luogo a livello locale, dove il peso delle inadempienze, dei ritardi, delle vere e proprie omissioni è più diretto e fa più male” ha anche detto il Papa nel suo discorso a Scampia: “La buona politica è una delle espressioni più alte della carità, del servizio, dell’amore”. Nessun giro di parole dunque sui temi affrontati dal Papa che al termine del suo discorso ha benedetto i fedeli con la frase in napoletano solitamente pronunciata dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe: A Maronna v’accumpagne.