Prosegue in un costante bagno di folla la visita di Papa Francesco negli USA, a bordo di una 500 che ha preso il posto della più classica vettura blindata fornita in dotazione alle autorità da proteggere.

Ieri il Pontefice è stato ospite di Barack Obama alla Casa Bianca. Immediata la sintonia tra i due, con Papa Francesco che in un discorso in inglese ha voluto riportare all’attenzione il tema dell’immigrazione, ricordando di essere lui stesso “figlio di immigrati, felice di essere in questo paese costruito da famiglie simili alla mia” e dichiarando in seguito di guardare “con speranza a giornate di dialogo in cui molti nel mondo potranno condividere le speranze degli americani”.

Il Papa ha poi voluto supportare pubblicamente gli sforzi del Presidente riguardo a rischi connessi ai cambiamenti climatici e alla ricostruzione dei legami con Cuba, in questo senso inimicandosi potenzialmente le simpatie dei Repubblicani. Bergoglio ha detto di aver trovato “incoraggianti le proposte di iniziative per l’inquinamento dell’aria. Accettando l’emergenza mi sembra chiaro che il cambiamento del clima sia un problema che non può più essere lasciato alle future generazioni”.

Per quanto i discorsi ambientalisti di Papa Francesco possano essere state graditi ai progressisti non è mancata una ferma difesa dei valori tradizionali, con l’ammonimento della necessità di preservare l’istituto del matrimonio e della famiglia “in un momento critico per la storia della nostra civiltà”.

Inevitabile il riferimento alla recente sentenza della Corte Suprema a favore dei matrimoni omosessuali. Per quanto “tollerante e inclusiva”, Papa Francesco ha ricordato che la Chiesa cattolica, e naturalmente anche quella americana deve vigilare affinché “gli sforzi per costruire una società più giusta e saggia rispettino il diretto alla libertà religiosa e che la libertà rimane il più grande tesoro degli Stati Uniti”. Obama non è voluto entrare nel merito, ma ha ricordato a Bergoglio la grande attenzione dell’America per la libertà religiosa.

Il Pontefice, per il quale il servizio di sicurezza ha dovuto adottare nuove misure adatte alla sua propensione al contatto umano, sarà oggi ospite del Congresso, a Washington. Primo rappresentante della Chiesa cattolica a parlare ufficialmente al Parlamento americano, riunito in una sessione congiunta, le sue parole saranno sicuramente storiche. Per domani è invece prevista il volo verso New York e la visita con tanto di discorso presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.