Papa Francesco nel corso di un’udienza all’assemblea plenaria del pontificio consiglio della Cultura del cardinale Gianfranco Ravasi, riunito in questi giorni in Vaticano sul tema “Le culture femminili: uguaglianza e differenza” si è detto “convinto dell’urgenza di offrire spazi alle donne nella vita della Chiesa e di accoglierle, tenendo conto delle specifiche e mutate sensibilità culturali e sociali”.  Il Santo Padre ha proseguito dichiarando che “è auspicabile una presenza femminile più capillare ed incisiva nelle Comunità”, precisando che si tratta di “una fida non più rinviabile”.

A tal proposito il Pontefice ha anche sottolineato che l’aspetto dell’uguaglianza e della differenza, in tema di ruolo e identità delle donne, “non va affrontato ideologicamente, perché la ‘lente’ dell’ideologia impedisce di vedere bene la realtà” in quanto “l’uguaglianza e la differenza delle donne si percepiscono meglio nella prospettiva del ‘con’, della relazione, che in quella del contro”. Bergoglio non ha nascosto durante il suo discorso la preoccupazione riguardo il modello secolare della subordinazione sociale della donna all’uomo non ha mai esaurito del tutto i suoi effetti negativi”, invitando tutti a riflettere sulla questione femminile perché per lui “il corpo della donna è simbolo di vita”.

Papa Francesco ha anche voluto mandare il suo messaggio all’evento organizzato a Milano, l’Expo delle Idee, affermando che occorre avere “uno sguardo e un cuore orientati non ad un pragmatismo emergenziale che si rivela come proposta sempre provvisoria, ma ad un orientamento deciso nel risolvere le cause strutturali della povertà”. Il Santo Padre ha anche voluto ricordare che la radice di tutti i mali è l’inequità:  “A voi desidero ripetere quanto ho scritto in Evangelii gaudium: ‘No, a un’economia dell’esclusione e dell’inequità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa’”.