Come annunciato nei giorni scorsi Papa Francesco ha mantenuto la sua promessa di visitare l’isola greca di Lesbo, approdo per migliaia di profughi che scappano dalla guerra in Siria.  Sull’Airbus A-320 di Alitalia  che lo ha condotto sull’isola Papa Francesco ha parlato con i giornalisti, spiegando che l’emergenza profughi rappresenta la catastrofe più grave dopo la seconda guerra mondiale. Il Pontefice ha invitato i politici e la popolazione europea a non trattare i profughi come numeri,  rivolgendogli uno sguardo umano, capace di vedere i loro volti, i loro nomi e le loro storie.

Papa Francesco: viaggio a Lesbo segnato dalla tristezza

Prima di partire Bergoglio ha inviato un telegramma al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui invita gli italiani a essere solidali con i profughi. Papa Francesco ha confidato ai giornalisti di avere il cuore gonfio di tristezza per la situazione di degrado e sconforto in cui versano i profughi rifugiati nei campi di accoglienza, in attesa di conoscere il loro destino:

Questo è un viaggio diverso dagli altri, è un viaggio segnato dalla tristezza. Negli altri viaggi andiamo ad incontrare la gente, c’è la gioia. Questo viaggio è triste. Andiamo a vedere tanta gente che soffre e non sa dove andare. Non lo dico per amareggiare ma perché possiate con il vostro lavoro trasmettere lo stato d’animo.

All’aeroporto il Papa è stato accolto  dal premier greco Alexis Tsipras e dai patriarchi ortodossi Bartolomeo e Hieronimos. La tappa cruciale del viaggio di Bergoglio a Lesbo sarà la visita al Moria Refugee Camp, un campo profughi che ospita oltre 2.500 richiedenti asilo siriani, afghani e iracheni. Il Papa incontrerà alcuni profughi e si fermerà con loro a pranzo in un container per dimostrare la sua vicinanza alle popolazioni in fuga dalla guerra. Quella del Papa a Lesbo sarà una visita lampo. Bergoglio rientrerà a  Roma già nel pomeriggio, all’aeroporto militare di Ciampino.