Papa Francesco è arrivato all’aeroporto di Sarajevo. Si tratta dell’ottavo viaggio internazionale per Bergoglio da quando è in carica come pontefice, mentre è la terza visita nella capitale della Bosnia-Erzegovina di un Papa, dopo le due effettuate da Giovanni Paolo II nel 1997, due anni dopo la fine della guerra nell’ex Jugoslavia, e nel 2003 per la beatificazione di Ivan Merz.

Papa Francesco è stato accolto a Sarajevo dal cardinale Vinko Pulijc, arcivescovo di Sarajevo nonché presidente della Conferenza Episcopale bosniaca, e dal cattolico Dragan Covici, come rappresentante della presidenza.

Nel corso del volo che l’ha portato a Sarajevo, Papa Francesco come al solito ne ha approfittato per parlare con i giornalisti, raccontando le ragioni della sua visita: “Sarajevo ha sofferto tanto nella storia. Adesso è in un bel cammino di pace. È per parlare di questo che faccio il viaggio, come segno di pace e preghiera di pace. Sarajevo è chiamata la Gerusalemme dell’Occidente perchè vi convivono culture, religioni, etnie tanto diverse. Vi ringrazio della vostra presenza e del vostro lavoro in questo viaggio non tanto lungo, appena una giornata”.

Papa Bergoglio ha inoltre aggiunto: “Vengo tra voi, con l’aiuto di Dio, per confermare nella fede i fedeli cattolici, per sostenere il dialogo ecumenico e interreligioso, e soprattutto per incoraggiare la convivenza pacifica nel vostro Paese. […] Vengo tra di voi come un fratello messaggero di pace, per esprimere a tutti la mia stima e la mia amicizia. Incoraggio voi cattolici a essere a fianco dei vostri concittadini quali testimoni della fede e dell’amore di Dio, operando per una società che cammini verso la pace, nella convivialità e nella collaborazione reciproca”.

Papa Francesco vuole quindi portare nella capitale della Bosnia ed Erzegovina un messaggio di pace. Al proposito, pare che nel suo discorso riprenderà le parole di Papa Wojtyla del 1997: “Mai più la guerra, mai più l’odio e l’intolleranza! Alla logica disumana della violenza è necessario sostituire la logica costruttiva della pace. L’istinto della vendetta deve cedere il passo alla forza liberatrice del perdono, che ponga fine ai nazionalismi esasperati e alle conseguenti contese etniche”.

Per Papa Francesco quest’oggi sono previsti sei eventi e cinque discorsi nella capitale del paese, mentre non sono preannunciate visite a Medjugorje.