Papa Francesco, a bordo dell’aereo che lo porta alla Giornata mondiale della gioventù a Cracovia, ha parlato di terrorismo, di guerra tra popoli. Senza mezzi termini ha usato il termine “guerra”: “Quando parlo di guerra non parlo di guerre di religione. Qui c’è guerra di interessi, per soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli” ha tuonato. E poi ha precisato: “Tutte le religioni vogliono la pace, capito?”. Un Papa ancora sconvolto dai recenti attentati e soprattutto dalla barbara uccisione di padre Jacques Hamel in una chiesa della Normandia.

Papa Francesco: “No guerre di religione”

Nessuna guerra in nome di Dio, dunque: “Abbiamo bisogno di dire che il mondo è in guerra perché ha perso la pace” ha detto Papa Francesco che ha ringraziato anche il presidente francese Hollande, duramente colpito dagli attacchi terroristici di questi mesi. “Ringrazio tutti quelli che si sono fatti vivi per le condoglianze, e anche il presidente della Francia che ha voluto collegarsi al telefono con me, come un fratello, grazie” ha aggiunto.

Adesso ad attenderlo ci sono migliaia di giovani da tutto il mondo. In Polonia la tensione è altissima e vige, così come in tutti gli eventi di portata mondiale, il rischio attentati. “La gioventù è sempre speranza, speriamo che i giovani ce ne diano in questo momento” ha detto Papa Francesco sull’aereo che l’ha portato proprio a Cracovia.

“La cooperazione internazionale e la reciproca considerazione maturano mediante la coscienza e il rispetto dell’identità propria e altrui. Ma non può esistere dialogo, se ciascuno non parte dalla propria identità” ha detto Papa Francesco. E ancora: “L’Europa ha nel Cristianesimo le sue radici più solide”. Infine, rivolgendosi al Presidente della Repubblica Andrzej Duda, ha chiesto a gran voce di accogliere i migranti in fuga da guerre e miseria. E lo ha fatto con uno dei Paesi più intransigenti sul tema immigrazione.

A Papa Francesco, dunque, sta a cuore non solo la questione migranti ma anche quella legata alla lotta al terrorismo. Non si tratta di una guerra di religione, lo ha ribadito più volte. E’ una guerra legata a questioni economiche e di potere che nulla hanno a che vedere con la fede. Proprio il Vaticano resta uno degli obiettivi sensibili poiché simbolo dell’Occidente ritenuto “infedele” dal Califfato. L’Isis, infatti, ha già fatto sapere che tra i prossimi obiettivi potrebbe esserci proprio l’Italia; intanto le forze di intelligence stanno lavorando duramente per scongiurare ogni possibile attacco.