Ieri oltre 80mila fedeli hanno accolto l’appello di Papa Francesco e si sono riuniti in Piazza San Pietro, alla alla veglia di preghiera promossa dalla Cei, in vista della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi che si apre oggi. La ricerca del Sinodo è quella di dare adeguate risposte alle famiglie di questo tempo, come le convivenze, le unioni di fatto, i separati, i divorziati e i risposati, i figli che restano soli, le ragazze madri ma anche porsi davanti alle unioni gay. Francesco: “Non aver paura delle differenze di opinioni”.

L’incontro è stato aperto dal cardinal Bagnasco, presidente Cei e dalle testimonianze di tre coppie.

“Per ricercare ciò che oggi il Signore chiede alla Sua Chiesa, dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l”odore’ degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce. A quel punto sapremo proporre con credibilità la buona notizia sulla famiglia”, questo il messaggio del Pontefice ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, “Conosciamo come nel Vangelo ci siano una forza e una tenerezza capaci di vincere ciò che crea infelicità e violenza”.

Il Sinodo sulla famiglia di oggi sarà un mini-concilio, ieri ve ne avevamo parlato quando vi abbiamo riportato le parole di Papa Francesco contro la pedofilia, che punta a risvegliare la Chiesa.
Davanti a decine di migliaia di fiaccole che si accendono, Francesco, di fronte ad un popolo in preghiera, ha invocato l’intercessione di Maria e ha richiamato l’esempio di san Francesco. Per una “Chiesa misericordiosa, povera, ma ricca di umanità capace di vincere con pazienza e amore le difficoltà che vengono da fuori e da dentro. Lo Spirito Santo ci conceda la carità creativa per amare come Gesù ha amato. E il nostro annuncio troverà la vivacità e il dinamismo dei primi missionari del Vangelo”.

Il documento di base del Sinodo che si apre domani sulla pastorale familiare è l’Instrumentum Laboris, su cui si incentrerà la discussione dei 191 padri sinodali, richiama la Chiesa a non essere più un “giudice che condanna”, specialmente i divorziati, ma a saper “curare le ferite” della famiglia in crisi, con sguardo “compassionevole e comprensivo”.

Convivenze, alle unioni di fatto, ai divorziati e risposati; Unioni gay; Anticoncezionali e aborto; Violenze e abusi. Saranno quindi questi i temi trattati dal Sinodo che partirà oggi

photo credit: Chodaboy via photopin cc