Continuano i lavoro del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia in Vaticano. Nel pomeriggio il tema toccato è stato quello delle “situazioni famigliari difficili” (divorziati, conviventi..) e alle coppie gay. “Lungi dal chiuderci in uno sguardo legalista, vogliamo calarci nel profondo di queste situazioni difficili per accogliere tutti coloro che vi sono coinvolti e per far sì che la Chiesa sia la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa”, aveva detto mercoledì pomeriggio il presidente delegato, il cardinale brasiliano Raymundo Damasceno Assis facendo sue le parole di Papa Francesco.

Un messaggio chiaro “Una risposta adeguata ai tempi di oggi” aveva detto Damasceno Assis, quello che viene da Roma in questi giorni. “Sono situazioni che esigono un accompagnamento da parte della Chiesa nei confronti delle persone coinvolte che vivono le loro esperienze come profonde ferite nella propria umanità, nel rapporto con gli altri e con Dio” le parole del vescovo che ha aggiunto: “Le convivenze, le unioni di fatto, la situazione dei separati, dei divorziati e dei divorziati risposati, i figli e coloro che restano soli, le ragazze madri, le situazioni di irregolarità canonica. Sono situazioni familiari difficili che richiedono un’urgente risposta pastorale. Rispondendo all’appello di papa Francesco vogliamo imparare insieme l’arte dell’accompagnamento, per dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana”.

In Vaticano si assiste ad un vero e proprio scontro teologico su due visioni di come vedere la Chiesa, man mano che passano i giorni i punti di attrito si avvicinano, sulla “compassione” ossia verso un percorso di riavvicinamento ai sacramenti verso i divorziati sembra sia passata la linea del Pontefice.