La prima visita ufficiale di Papa Francesco negli USA avrebbe già provocato discreti grattacapi al servizio di sicurezza statunitense, che dichiara di aver già identificato alcune potenziali minacce rivolte alla sua persona.

Dalle prime dichiarazioni ufficiali fornite dai servizi segreti pare che uno tra questi possibili attentati sia stato sventato sul nascere. I livelli di allarme riguardo alla sicurezza del Pontefice sono dunque altissimi, in vista del suo arrivo previsto per il 22 di settembre. Nel suo viaggio pastorale Papa Francesco visiterà le città di New York, Philadelphia e Washington.

Michael McCaul, a capo della Commissione di Sicurezza Interna, ha confermato che una particolare minaccia è stata interrotta e che il compito di sorvegliare il Papa sarà alquanto arduo a causa della “grande passione” di Bergoglio, il quale è noto per il contatto umano che instaura con le grandi folle: un elemento molto apprezzato dai media e dai fedeli, ma meno dalla security che è costretta ad amplificare i propri sforzi.

Papa Francesco nella sua visita visiterà la Casa Bianca, sarà alla testa di una parata cattolica, farà un’apparizione pubblica presso il Campidoglio, sarà ospite delle Nazioni Unite, presenzierà a Ground Zero e celebrerà una messa presso il Madison Square Garden. Stando ad alcune indiscrezioni le più probabili minacce rivolte contro Bergoglio proverrebbero da “lupi solitari” ispirati da gruppi terroristici come l’Isis (come già successo con Al-Qaeda durante il viaggio alle Filippine).