Papa Francesco è arrivato a Torino e ha iniziato la sua due giorni nel capoluogo piemontese. Durante la prima giornata della sua visita, il Papa andrà a vedere la Sindone in Cattedrale, quindi lo attende un bagno di folla in Piazza Vittoria, dove terrà la Messa e l’Angelus. Il primo appuntamento della due giorni a Torino del Papa è stato però dedicato al mondo del lavoro, che a Francesco sta particolarmente a cuore.

Il viaggio del Papa è cominciato questa mattina presto, alle 6:30. Dopo aver lasciato Casa Santa Marta Francesco si è diretto all’Aeroporto romano di Ciampino e quindi è arrivato a Torino Caselle alle ore 8:00 con un aereo speciale.

Ad accogliere Papa Francesco all’aeroporto di Torino c’erano il sindaco Piero Fassino, il prefetto della città Paola Basilione, l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia e il governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

Per dare il via alla sua due giorni di Torino, Papa Francesco ha voluto dedicare il suo primo discorso ai disoccupati e ai lavoratori precari: “Buongiorno. La mia visita a Torino inizia con voi. Esprimo la mia vicinanza ai giovani disoccupati e alle persone in cassa integrazione o precarie. Il lavoro non è necessario solo per l’economia ma per la dignità e la promozione umana. Torino è un polo economico e oggi sente la crisi.”

Papa Francesco ha quindi affrontato il tema dell’immigrazione: “I poveri sono vittime dell’iniquità della nostra economia. Fa piangere vedere in questi giorni persone trattate come merci. Da noi quello che non produce si esclude, nello stile usa e getta. No all’ideologia del denaro con i pochi che malgrado la crisi si arricchiscono malgrado i tanti che si impoveriscono fino alla fame. No alle collusioni mafiose, alle truffe, alle tangenti. No all’iniquità che genera violenza. Non possiamo solo aspettare la ripresa. È necessario che l’intera società collabori a trovare il lavoro. È necessario un sistema economico che sia organizzato non per il capitale e la produzione ma per il bene comune.”

Il Papa ha aggiunto inoltre che: “È giunto il tempo di riattivare una solidarietà tra le generazioni. Formazione e apprendistato e raccordo tra imprese scuola professionale e università. Gli anziani sono la ricchezza della memoria. Una crisi non può essere superata senza i giovani e i nonni. Forza per il futuro ma memoria del passato. I figli e i nonni sono la ricchezza e la promessa di un popolo. Aggiungo una parola che non vorrei retorica: coraggio. Osate, siate coraggiosi, andate avanti, siate artigiani del futuro, siate creativi”.

Al termine del suo primo discorso torinese, Papa Francesco ha abbracciato l’amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne e dalla numerosa folla presente è arrivato qualche fischio.