Papa Giovanni Paolo II e Papa Giovanni XXIII santi il prossimo 27 aprile; lo ha reso noto ieri Papa Francesco durante un concistoro di cardinali in corso in Vaticano. Una data significativa, poiché cara a Wojtyla, che, poco prima di morire, nel 2005, aveva istituito il 27 aprile come giornata commemorativa della santa polacca Faustina Kowalska, e comunicata in occasione dell’atteso concistoro che dà concretezza alle decisione di santificare Carol Wojtyila dopo che l’attuale Pontefice ne ha riconosciuto il secondo miracolo attributo. Il portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, aveva confermato che il secondo miracolo per Papa Giovanni Paolo II riguardava una donna del Costa Rica. Le indiscrezioni parlavano di una guarigione miracolosa avvenuta la sera della beatificazione di Giovanni Paolo II, il 1° maggio 2011: la donna era stata colpita da una grave lesione cerebrale e, dopo la guarigione, si è avvicinata alla fede. Il giorno prescelto coincide inoltre con la seconda domenica di Pasqua, giorno della Divina Misericordia e, complice la primavera, già da ora migliaia di fedeli, molti dei quali provenienti dalla Polonia, sono attesi per l’evento.

Prima che Papa Bergoglio proclamasse la formula e annunciasse la data della canonizzazione, il prefetto per la Congregazione delle cause dei santi, Angelo Amato, ha inoltre tracciato un breve profilo biografico dei due ormai prossimi santi. Il primo miracolo di Papa Wojtyla, riconosciuto dai teologi del Vaticano e ratificato dalle Cause dei Santi, riguarda la guarigione dal morbo di Parkinson di una suora francese, Marie Simon-Pierre, dell’ordine delle Piccole sorelle della maternità cattoliche, in una piccola comunità nei pressi di Aix-en-Provence, avvenuta il 2 giugno 2005. Il secondo riguarda invece, come anticipato, una donna del Costa Rica, Floribhet Mora, che, compita da una lesione cerebrale, pregò il Santo Padre di intercedere per lei. La sera stessa guarì e lei e la sua famiglia ritrovarono la fede. Per Papa Roncalli, il Papa Buono, manca invece il secondo miracolo: la prassi della canonizzazione prevede infatti che la commissione delle Cause dei Santi riconosca e approvi due miracoli, ma il Pontefice ha il potere di “dispensare una causa dal secondo miracolo”, come ha spiegato ai giornalisti padre Lombardi. Lo stesso Papa Giovanni, nel 1960, lo fece, canonizzando un santo a lui caro, Gregorio Barbarigo, vescovo della sua Bergamo alla fine del ’600. Il suo primo miracolo riguarda invece suor Caterina Capitani, guarita il 25 maggio 1966 da una grave emorragia a seguito di un intervento di resezione gastrica totale. “Conosciamo tutti le virtù e la personalità di papa Roncalli, non c’è bisogno di spiegare i motivi della sua santità”, ha concluso padre Lombardi, che ha ricordato come quest’anno cada anche il cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II, indetto da Roncalli stesso.

Se quella di Giovanni Paolo II, beatificato da Benedetto XVI il primo maggio di due anni fa, a soli nove anni dalla morte, sarà dunque una delle canonizzazioni più veloci della storia (bisogna infatti tornare al 1231 per vedere un Antonio da Padova acclamato santo a furor di popolo appena un mese dopo la morte), storia del tutto diversa è quella della canonizzazione di Roncalli, il «Papa buono». Morto nel giugno 1963 e dichiarato beato il 3 settembre 2000 da Giovanni Paolo II, vede il suo decreto di canonizzazione firmato da Francesco secondo la procedura «ex certa scientia» e prescindendo dal riconoscimento della veridicità di un secondo miracolo: una dimostrazione forte da parte di Bergoglio, che mostra di guardare a Giovanni XXIII, il Papa della pace, come a una delle sue figure ispiratrici.

Altre motivazioni che porteranno alla loro beatificazione sono state infine annunciate dal prefetto per la Congregazione delle cause dei santi, Angelo Amato, che ricorda “il loro servizio alla pace”, “l’impegno a cui la vostra santità ci sollecita, la mite fermezza con cui questi due uomini hanno saputo affrontare “tempi di radicali trasformazioni”.