Sono molteplici le forme di ingiustizia e di violenza che feriscono quotidianamente l’umanità, questo il tema affrontato da Papa Francesco nel corso dell’omelia pronunciata dal balcone di San Pietro e davanti a 60 mila fedeli in occasione della 49esima Giornata mondiale della pace. Il pontefice ha anche sottolineando che “ogni giorno, mentre vorremmo essere sostenuti dai segni della presenza di Dio, dobbiamo riscontrare segni opposti, negativi, che lo fanno piuttosto sentire come assente”.

“A volte ci domandiamo: come è possibile che perduri la sopraffazione dell’uomo sull’uomo?, che l’arroganza del più forte continui a umiliare il più debole, relegandolo nei margini più squallidi del nostro mondo? Fino a quando la malvagità umana seminerà sulla terra violenza e odio, provocando vittime innocenti?”. Gesù è la “Sede della Sapienza, da cui attingere per avere la coerente interpretazione del suo insegnamento”. E’ possibile con la fede e l’esempio di Maria “cogliere il senso degli avvenimenti che toccano noi personalmente, le nostre famiglie, i nostri Paesi e il mondo intero. Dove non può arrivare la ragione dei filosofi né la trattativa della politica – ha proseguito il Papa -, là può giungere la forza della fede che porta la grazia del Vangelo di Cristo, e che può aprire sempre nuove vie alla ragione e alle trattative”.

“La pace, che Dio Padre desidera seminare nel mondo – ha poi proseguito il Papa – deve essere coltivata da noi. Non solo, deve essere anche conquistata. Cominciamo in quest’anno ad aprire il cuore, risvegliando l’attenzione al prossimo, a chi è più vicino e ha bisogno” ha aggiunto, ringraziando e ricambiando gli auguri inviati dal Presidente Mattarella. ”All’inizio dell’anno è bello scambiarsi gli auguri” ha ribadito il Papa, rinnovando “gli uni per gli altri, il desiderio che quello che ci attende sia un po’ migliore. È, in fondo, un segno della speranza che ci anima e ci invita a credere nella vita”.