Che non esistesse un buon rapporto tra il Vaticano e gli omosessuali, è cosa nota. Negli ultimi giorni il contrasto si è ulteriormente accentuato, dopo la diffusione del messaggio del Papa per la giornata mondiale della pace; ad un certo punto dice “Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell’aborto, forse non si rendono conto che in tal modo propongono l’inseguimento di una pace illusoria”. Poche righe dopo: “Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente”.

Dopo aver compreso anche l’eutanasia fra gli attentati alla pace, Benedetto XVI si avvicina all’argomento scottante: “Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione”.

Qualche riga più avanti il Pontefice specifica che l’azione della Chiesa è promuovere i principi sopra elencati, e poi arriva al passaggio che ha scatenato le ire degli omosessuali, perché afferma che negare tali principi “Costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace“.

Nella rete sta montando una protesta molto estesa. Su Twitter l’hashtag #papa è salito rapidamente tra i più usati, e i commenti sono tutti di condanna. Su Facebook si è diffuso l’invito da parte del sito http://condividilove.com ad inviare fotografie in cui esprimere il proprio sostegno alle unioni omosessuali. Si legge sul sito: “In un paese come l’Italia il cambiamento non ha alcun illustre testimonial. Deve quindi partire dal basso, con tutti i mezzi di cui dispone. Il primo, mai come oggi, è la condivisione. Il matrimonio è un diritto di tutti. CONDIVIDILOVE”.