@pontifex, che conta già quasi un milione di followers (il Dalai Lama ne ha più di 2 milioni), ha mosso critiche e consensi in tutto il web. Tra un pò di tempo saremo in grado di capire se lo sbarco su Twitter di Papa Benedetto XVI è stata o meno una strategia mediatica di successo.

Ieri sera a Villa Vigoni, sul Lago di Como, i giornalisti di Italia e Germania, intervenuti per l’annuale incontro nel centro culturale italo-tedesco, hanno discusso con Padre Bernd Hagenkord, gesuita dal 2009, a capo della redazione tedesca di Radio Vaticana, dei rapporti tra Vaticano e Mass media, tra censura e innovazione digitale.

È emerso che ogni mercoledì al termine dell’udienza generale, il pontefice scriverà un messaggio sul sito di microblogging, regno di artisti, politici e vip di tutto il mondo. In realtà non sarà il papa a scrivere ma una redazione incaricata di tradurre il tweet in 7 lingue e di selezionare i messaggi a cui rispondere.

Sarà un messaggio “pastorale”, ha sottolineato il giornalista tedesco Hagenkord. L’ obiettivo della Chiesa è comunque di partire alla conquista del “continente digitale” per sensibilizzare i fedeli e per essere vicino a tutti loro.

C’è chi sostiene esista il rischio di banalizzare il messaggio della Chiesa, ma si promette che verranno usate formule brevi, con un link allegato che rimanderà a un testo più ampio ed esaustivo onde evitare fraintendimenti: “Il rischio di banalizzazione c’è – ha ammesso Hagenkord – ma bisogna aspettare e vedere cosa accadrà tra un anno.”