Un super Papa, senza accento. Un Pontefice al massimo, cool, alla moda. Lo sbarco su Twitter del Santo Padre, che il 12 dicembre scorso ha dato il via al suo account @Pontifex, è stato un segno tangibile del cambiamento dei tempi ma soprattutto un successo: ad oggi, ci sono state 270mila risposte ai fedeli, con molte più preghiere che polemiche. Superata la soglia dei due milioni e mezzo di follower, meglio dei tanti vip in giro per la rete.

Dunque, per Benedetto XVI, più risposte positive che negative. Non che il tutto fosse scontato, anzi. Tra gente che ormai si è staccata dalla fede e una Rete che spesso offre anche scenari poco ortodossi, le insidie erano molte. A fare una ricerca sull’attività del Papa su Twitter è stato il mensile dei gesuiti, Popoli. I numeri sono importanti: twitt e risposte in nove lingue, due milioni e mezzo di followers, 270.456 messaggi di risposta.

I retweet sono stati il 26,5 per cento dei messaggi positivi del Papa. Poi ringraziamenti e auguri (25%), preghiere (15,6%) e così via. Tra i messaggi negativi prevalgono lo scandalo dei preti pedofili (26%) e gli insulti diretti (25%).

Ma Chiesa su Twitter non vuol dire solo account di Benedetto XVI. Ci sono infatti ben otto cardinali: gli italiani Gianfranco Ravasi e Angelo Scola, ma anche Odilo Scherer, Wilfrid Fox Napier, Timothy Dolan, Lluís Martínez Sistach, Rubén Salazar Gómez e Séan Patrick O’Malley (@CardRavasi, @angeloscola, @DomOdiloScherer, @CardinalNapier, @CardinalDolan , @sistachcardenal, @cardenalruben, @CardinalSean), oltre al profilo del padre gesuita Antonio Spadaro (@antoniospadaro), direttore della Civiltà Cattolica e tra i massimi studiosi della Rete