Nuovo capitolo per il caso parentopoli all’Atac di Roma. L’azienda, in questi giorni, sta infatti consegnando le lettere di licenziamento per trentatré dipendenti assunti all’epoca dello scandalo (qui la ricostruzione dei fatti). Le lettere di licenziamento fanno seguito a quanto predisposto dal Tribunale di Roma, che ha fornito una serie di indicazioni atte a ripristinare la legalità all’interno della società municipalizzata.

Con il licenziamento dei trentatré dipendenti Atac coinvolti nello scandalo parentopoli si chiude così una vicenda che nella Capitale si è trascinata per circa sei anni e che partì durante l’amministrazione dell’ex sindaco Gianni Alemanno. Come suggerisce il nome con cui è stato definito lo scandalo, parentopoli, all’epoca vennero assunti all’interno dell’azienda in qualità di quadri e dirigenti una serie di persone – figli, mogli e altri parenti – tutte legate ad esponenti della destra capitolina.

La notizia del licenziamento dei lavoratori assunti all’epoca della parentopoli Atac è stata commentata da Linda Meleo, assessore alla Città in Movimento di Roma. Queste le sue parole: “Dopo anni di opacità torna la legalità in Atac. Con il licenziamento di chi è stato assunto in modo illegittimo e senza che fosse rispettato alcun criterio di merito, mettiamo fine alla stagione di Parentopoli. E questo è un ulteriore segnale della direzione in cui stiamo andando. Abbiamo voltato pagina da quel passato in cui dominavano logiche clientelari, illeciti e politiche che premiavano solo gli amici degli amici. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo ancora una volta oggi: non accetteremo nessun compromesso con l’illegalità“.