Nella notte di ieri sono state arrestate tre donne nella banlieue di Parigi di Boussy Saint-Antoine: il terzetto sarebbe stato intento a pianificare un attentato presso la stazione di Gare de Lyon.

Di 39, 23 e 19 anni rispettivamente, le tre avrebbero avuto come obiettivo vendicare l’uccisione di al-Adnani, il cosiddetto “ministro degli attentati” dell’Isis.

Una delle donne sarebbe stata anche colei che aveva parcheggiato nei pressi di Notre Dame la vettura carica di bombole di gas (priva di detonatore), che è stata scoperta dalle autorità nei giorni precedenti.

Si tratterebbe della 19enne Ines, figlia del proprietario della Peugeot 607, la cui scomparsa era stata denunciata dal padre, inizialmente fermato dalle autorità ma poi scarcerato. La ragazza era nota alla polizia in quanto aveva manifestato la volontà di andare in Siria per arruolarsi nei ranghi delle milizie dell’Isis.

A quanto sembra è stata proprio lei a ferire un agente del’antiterrorismo con un coltello, venendo ferita a sua volta e finendo ricoverata presso l’ospedale di Kremlin-Bicêtre.

Un’altra componente del gruppo sembra essere stata vicino a Larossi Abballa, la donna che si macchiò dell’omicidio di due poliziotti lo scorso 14 giugno, presso Magnanville, alla periferia di Parigi.

Mentre la terza avrebbe avuto contatti con Hayay Boumedienne, la compagna di Amedy Coulibaly, noto per essere stato il sequestratore del negozio Hypercacher.

A seguito del ritrovamento della Peugeot 607 sono ora sette le persone detenute dalla polizia dopo aver avviato le indagini. Sono migliaia i poliziotti e i soldati che hanno il compito di pattugliare la città da quando è avvenuto il terribile attentato dello scorso novembre.