Secondo una prima ricostruzione, la redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo – si trova nel pieno centro di Parigi – boulevard Richard Lenoir – è stato assaltato da due uomini incappucciati e vestiti di nero.

Avrebbero aperto il fuoco con due kalashnikov per un bilancio ufficioso di 12 morti e cinque feriti. Non si sa se gli attentatori sono stati uccisi o fermati, né le ragioni dell’attacco.

L’ipotesi più probabile è collegare l’attacco a qualche integralista islamico, visto che Charlie Hebdo è più volte finito nel mirino degli integralisti islamici. La prima volta risale all’inizio di novembre del 2011, quando il giornale aveva pubblicato in prima pagina una vignetta su Maometto che dice : “Cento frustate se non muori dalle risate”.

Nella notte tra l’1 ed il 2 novembre la sede del giornale era stato oggetto del lancio di un paio di bombe molotov che avevano causato danni solo materiali. E il giorno successivo il sito del giornale aveva subito un attacco hacker a seguito del quale la prima pagina incriminata era stata sostituita con una foto della moschea della Mecca, nel pieno del periodo del pellegrinaggio, e due messaggi, in inglese e in turco, che denunciavano l’utilizzo dell’immagine del profeta.

Una settimana dopo il lancio delle bombe, il giornale aveva risposto con una nuova copertina in cui un musulmano baciava sulla bocca – con tanto di bava – un vignettista del Charlie Hebdo mentre una didascalia recitava “L’amore è più forte dell’odio“.

Un anno dopo il giornale aveva continuato a picchiare sul tema, pubblicando nuove vignette su Maometto (pure in versione osé) – e per questo erano state predisposte misure di sicurezza speciali davanti alla sede del giornale. L’ultima provocazione era arrivata stamattina: sul profilo Twitter del giornale era stata pubblicata una vignetta in cui si prendeva il giro il califfo Al Baghdadi, capo del tristemente noto Stato Islamico attivo fra Siria e Iraq.

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