Momenti di alta tensione a Parigi, a un anno esatto dagli attentati contro la redazione di Charlie Hebdo. Secondo quanto riportato da Le Monde, dei colpi di arma da fuoco sono stati sentiti davanti a un commissariato della polizia del 18esimo arrondissement. C’è ancora poca chiarezza sulle dinamiche dell’accaduto, ma a quanto pare le forze dell’ordine francesi avrebbero abbattuto un uomo armato di coltello che, secondo alcune fonti, indossava anche una cintura esplosiva. Il sospetto terrorista ha aggredito due poliziotti con il coltello al grido di “Allah Akbar”, ferendone uno, ma sarebbe stato freddato dal collega dell’agente ferito prima di riuscire a farsi saltare in aria.

L’intero quartiere di Barbès, non lontano da Montmartre, è stato posto sotto isolamento dalla polizia e due scuole di rue de la Goutte d’Or sono state evacuate a scopo precauzionale. Un testimone oculare ha riferito di aver sentito “tre o quattro colpi di arma da fuoco attorno a mezzogiorno, poi sono andato alla finestra e ho visto un uomo a terra con del sangue accanto a lui“. Sul luogo della sparatoria si è già recato il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve. Lo stesso ministro ha confermato ai microfoni di France-Presse che l’uomo è stato ucciso dopo aver “tentato di aggredire un agente di polizia nei pressi del commissariato“, e che indossava un giubbotto esplosivo. Cazeneuve ha anche confermato che il sospetto kamikaze avrebbe inneggiato ad Allah al momento dell’aggressione. Una giornalista del New York Times, Anna Polonyi, ha diffuso un’immagine che ritrarrebbe il corpo del terrorista morto sul marciapiede.

Al momento, l’ipotesi più calda è quella di un’azione terroristica di matrice islamista, sì, ma isolata: non il frutto di un’organizzazione collettiva, ma il gesto di un kamikaze solitario. Ma è impossibile ignorare la coincidenza temporale. Proprio oggi, infatti, la Francia commemorava la strage alla redazione di Charlie Hebdo.