Nonostante lo svolgimento degli Europei di calcio nell’intera nazione, a Parigi la situazione è sempre più incandescente a causa delle proteste montanti contro la riforma del lavoro.

Nessuno avrebbe potuto prevedere che le azioni dei dimostranti sarebbero durate così a lungo e avrebbero potuto portare a scontri di tale violenza con le forze dell’ordine.

Nella giornata di oggi sono arrivate centinaia migliaia di persone a Parigi per quella che è stata definita la più grande manifestazione sindacale da tre mesi a questa parte.

Partito da Place Italia, il corteo pacifico, che intonava slogan come “Per la pensione, per nuovi diritti” e “Parigi, alzati in piedi”, ha presto ceduto il passo ad azioni di guerriglia urbana.

Gli estremisti infiltratisi all’interno tra fila dei dimostranti, al grido di “Tutti odiano la polizia”, hanno preso a spaccare vetrine di negozi, le pensiline dei bus e oggetti di mobilio urbano, per non parlare delle vetture rovesciate e incendiate: il tutto ovviamente a volto coperto.

A questo punto il corteo si è bloccato ed è iniziata la sassaiola dei casseur contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa, che ha risposto dando il via al lancio di lacrimogeni.

Molti i feriti durante gli scontri, in tutto 26 tra cui 20 poliziotti, e in particolare si segnala un uomo colpito alla schiena da un razzo che avrebbe preso fuoco. Sono stati 15 invece i fermati dalle forze dell’ordine, che ha anche dovuto usare gli idranti per bloccare l’assalto degli dimostranti più volenti.

A uscirne ferita non è soltanto la città di Parigi, ma anche la credibilità della protesta dei sindacati radicali che stanno combattendo da tre mesi contro la riforma, su cui sono già state fatte molte concessioni e che potrebbe non passare alla Senato, dove è attualmente in discussione.

In attesa della votazione finale, prevista per luglio, i sindacati hanno già annunciato altre due giornate di passione per il 23 e il 28 giugno.