C’è un nuovo super ricercato tra i possibili responsabili degli attentati di Parigi di venerdì 13 novembre. Un mandato d’arresto internazionale è stato infatti emanato dalla polizia belga nei confronti di Mohamed Abrini, considerato un potenziale complice del ricercato numero 1, Salah Abdeslam, l’ottavo terrorista di Parigi, nonché l’unico ancora in vita e in fuga.

Il 30enne Mohamed Abrini è stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza di una stazione di benzina in quel di Ressons-sur-Matz, che si trova sull’autostrada nella direzione di Parigi. L’uomo l’11 novembre si trovava al volante di una Renault Clio, che pare sia la stessa utilizzata durante gli attacchi terroristici del 13 novembre.

L’11 novembre alle ore 19 Mohamed Abrini si trovava insieme a Salah Abdeslam nella stazione di benzina a Ressons-sur-Matz e sarebbe stato alla guida della stessa auto a Parigi poi anche il 13 novembre. La caccia in tutto il mondo si è estesa quindi anche nei suoi confronti.

Intanto, sul fronte delle indagini riguardanti gli attentati di Parigi emergono nuovi inquietanti dettagli. Pare che Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attacchi, stava progettando anche un altro attentato, previsto nel quartiere parigino di La Défense per il 18 o il 19 novembre.

A riferirlo è il procuratore di Parigi Francois Molins, che ha dichiarato inoltre che Abdelhamid Abaaoud era tornato sul luogo delle stragi del 13 novembre, prima di essere poi ucciso nel blitz della polizia effettuato a Saint Denis.

Molins ha quindi parlato di un altro possibile complice degli attacchi, Jawad Bendaoud, il giovane che ha affittato ad Abdelhamid Abaaoud il covo di Saint Denis in cui è stato effettuato il raid degli agenti: “Jawad Bendadoud ha messo a disposizione dei terroristi il covo di Saint Denis in cambio di un compenso. È stato lui stesso ad accogliere i terroristi il 17 novembre alle 21:45”. Secondo Molins inoltre, Jawad Bendaoud “non poteva non sapere” a chi aveva affittato la casa.