Quella che una volta era Maria Giulia Sergio, e oggi è Fatima Az Zahara, la jihadista italiana ricercata per associazione con finalità di terrorismo ha parlato in una conversazione esclusiva via Skype con il Corriere della Sera.

La giornalista del Corriere l’ha tallonata per giorni fino a quando lei si è decisa a rispondere in chat su Skype. All’inizio Fatima ha chiesto notizie della sua famiglia – che è stata interamente arrestata. Vuole sapere se stanno tutti bene. Per lei questa operazione di antiterrorismo “è un buco nell’acqua perché non serve a niente. È illogico ed è irragionevole che la polizia italiana decida di arrestare queste persone“. E poi “i messaggi che mi scambiavo con i miei genitori e mia sorella non erano di incitamento al jihad o qualcosa del genere. Noi parlavamo di come i miei genitori avrebbero potuto fare una buona vita, qui nello Stato islamico“.

E poi parla dello Stato Islamico con toni elogiativi: “Lo Stato islamico, sappi, è uno Stato perfetto. Qui non facciamo nulla che vada contro i diritti umani. Cosa che invece fanno coloro che non seguono la legge di Allah“. Secondo lei “Lo Stato islamico non tortura nessun prigioniero, okay? Ma agisce secondo la sharia. Secondo la legge di Allah misericordioso“.

Le decapitazioni? “Noi quando decapitiamo qualcuno, dico noi perché anche io faccio parte dello Stato islamico, quando facciamo un’azione del genere, stiamo obbedendo alla sharia“. E cosa dice la legge islamica? Allah “comanda che al ladro venga tagliata la mano. Perché questo sia un esempio per tutti. Così nessuno più si permetterà di venire qua a rubare“. Allo stesso modo, quelli “che vengono decapitati sono ladri, sono ipocriti, agiscono come spie nello Stato islamico. E riportano le informazioni ai miscredenti per poi attaccarci“.

E sulla questione femminile afferma: “Qui non schiavizziamo le donne ma le onoriamo. Basta usare sempre i soliti argomenti“. In fondo a questo post trovate invece le intercettazioni delle conversazioni fatte con la sua famiglia di origine.