Sono risultate prive di fondamento le accuse contro Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma coinvolto nel caso delle nomine al Teatro Regio.

A disporre l’archiviazione dell’inchiesta è stato il gip del tribunale di Parma Paola Artusi, che ha ritenuto di poter accogliere la richiesta della Procura, che non aveva trovato prove per l’accusa di abuso di ufficio che aveva colpito il primo cittadino e i suoi collaboratori.

Non c’è stata intenzionalità nell’attribuzione di un vantaggio” nelle nomine di Anna Maria Meo, direttrice generale, e Barbara Minghetti, consulente di sviluppo: questa la motivazione della Procura.

Pizzarotti ha subito commentato la notizia nel corso di una conferenza stampa: “È evidente la soddisfazione per l’archiviazione dell’inchiesta: inchiesta che fin da subito ci ha creato problemi sopratutto a livello nazionale. Abbiamo sempre agito per il bene e l’interesse del Teatro Regio e dei cittadini”.

Tra i primi pensieri del sindaco c’è anche la sospensione dal Movimento 5 Stelle, arrivata per non aver informato subito il direttorio dell’avviso di garanzia ricevuto: “Per il Movimento, a livello nazionale, è stata la scusa per questa sospensione diciamo un po’ campata per aria. Questa archiviazione, invece, può essere l’occasione per venire qui e chiarire”.

Tuttavia al momento non pare che vi siano stati contatti, per quanto le richieste di Pizzarotti siano ferme e precise, come ha dichiarato all’Adn Kronos: “Ora voglio il reintegro nel Movimento ma non con la mail dell’anonimo staff di Grillo: il direttorio deve venire a Parma, una mail non è sufficiente. Il direttorio venga qui e dimostri di voler realmente invertire la rotta, non accetto un reintegro via posta elettronica”.

Il primo cittadino non esclude – ma neanche conferma di avere intenzione – di poter passare a un contrattacco di tipo legale nei confronti del senatore del Pd Giorgio Pagliari che aveva presentato l’esposto alla base dello scandalo e poi delle indagini: “Non escludiamo azioni legali per il danno d’immagine subito da noi e dal Teatro Regio: se ci saranno, saranno valutati. Ora è prematuro e non è il nostro obiettivo. Le vie legali non mi convincono“.