Sono due le vittime dell’epidemia di legionella che ha colpito la provincia di Parma, e in particolare il quartiere Montebello: un totale di 35 casi segnalati, con 4 in attesa di conferma, per 20 pazienti finora ricoverati. I due morti sono due anziani di 77 e 86 anni.

Dopo circa una settimana dalla prima segnalazione la tensione è ancora alta in città, e i cittadini attendono che venga data risposta alle loro domande nell’assemblea pubblica che si terrà a breve e che è stata convocata dal sindaco Pizzarotti. Nel frattempo è stata istituita dalla Regione un’Unità di crisi, ma al momento non è stato possibile stabilire la causa dell’insorgenza dell’epidemia di legionella.

Sergio Venturi, assessore alla Politiche per la salute della Regione, ha cercato di rassicurare la popolazione sottolineando il dispiego di energie che si sta profondendo per risolvere la crisi: “Seguiamo costantemente l’evolversi della situazione, con la consapevolezza che sono state messe in campo da parte delle autorità sanitarie regionali e locali, in collaborazione con gli esperti dell’Istituto superiore di sanità, tutte le azioni necessarie per mantenere sotto controllo la situazione attuale e risolvere al più presto tutte le criticità di quest’evento epidemiologico“.

Il dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl di Parma sta eseguendo l’analisi dei campioni d’acqua alla ricerca della fonte del batterio della legionella: tra i principali sospetti vi sono l’acquedotto, la rete domestica dell’acqua potabile dei casi finora risultati positivi, gli impianti di irrigazione e le torri di raffreddamento. I primi risultati però sono stati negativi. Nei prossimi giorni si prevede che i controlli siano completati, così da avere un quadro complessivo più accurato.

Intanto la Procura di Parma, nell’attesa si stabilire eventuali responsabilità penali, ha aperto un fascicolo contro ignoti per epidemia colposa, lesioni colpose e omicidio colposo