Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta per la nomina di alcune persone al Teatro Regio. L’accusa nei suoi confronti è quella di abuso d’ufficio. Una nuova tegola quindi si abbatte su un rappresentante del Movimento 5 Stelle, dopo il caso del sindaco di Livorno Filippo Nogarin. La vicenda potrebbe quindi contribuire a riaccendere gli animi sulla questione morale in politica, spesso sollevata proprio dai grillini.

Federico Pizzarotti è indagato insieme all’assessora alla Cultura di Parma Laura Ferraris per presunto abuso d’ufficio riguardante la nomina di Anna Maria Meo come direttore generale del Teatro Regio, oltre a quella di Barbara Minghetti nelle vesti di consulente per lo sviluppo e i progetti speciali. Nomine che fin da subito scatenarono delle polemiche e che ora sono finite sotto indagine da parte della magistratura.

Nell’inchiesta che coinvolge in prima persona il sindaco di Parma, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche Giuseppe Albenzio, Silvio Grimaldeschi e Marco Alberto Valenti, tre membri del consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Regio all’epoca della nomina, avvenuta nel gennaio del 2015, che dovranno rispondere della stessa accusa, quella di abuso d’ufficio.

Non ha tardato ad arrivare il commento da parte del sindaco di Parma in merito alla sua iscrizione negli registro degli indagati. Pizzarotti si dichiara fiducioso nei confronti della giustizia: “Sono tranquillo perché è un atto dovuto che rispetto pienamente. Era già emerso ci fossero indagini in corso in ragione degli esposti del senatore Pd Pagliari. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura consueto atteggiamento collaborativo. Il mio impegno continua senza esitazione”.