Continua il contrasto interno alla sinistra tra Matteo Renzi e Massimo D’Alema, che potrebbe portare a una scissione in seno al Partito Democratico.

È infatti D’Alema ad aver annunciato di essere in grado di proporre una nuova lista di sinistra nel caso in cui l’ex presidente del Consiglio abbia intenzione di fare cadere l’attuale governo Gentiloni: secondo D’Alema, infatti, l’intenzione di Renzi sarebbe quella di arrivare al voto senza aver prima consentito al Parlamento di ristrutturare la legge elettorale e senza passare dalla convocazione del congresso.

Secondo D’Alema, intervistato da Bianca Berlinguer nel programma Carta bianca, la sua ipotetica lista potrebbe superare agilmente il 10% dei voti, mettendo in seria difficoltà Renzi, che in questo modo dovrebbe dire addio al fatidico 40% ma anche alla promessa di un Pd primo partito d’Italia.

Queste le affermazioni di D’Alema durante l’intervista: “Elezioni anticipate? Il giorno in cui, senza cambiare la legge elettorale, Renzi chiedesse a Gentiloni di dimettersi per andare al voto anticipato, io credo che la reazione dovrebbe essere quella di preparare un’altra lista. Spero che non si arrivi alla scissione. Ma se nella sinistra si formerà un nuovo partito sicuramente supererà il 10 % dei voti. Lo dico perché ho fatto fare delle ricerche”.

In ogni caso la scissione avrebbe come obiettivo la possibilità di imporre la propria visione a Renzi, dato che D’Alema non ha escluso una futura alleanza con il Pd: “Una cosa è allearsi avendo una forza e potendo condizionare. Altra cosa è consegnarsi nelle mani di un gruppo dirigente”.

Nel frattempo Renzi, nel blog che ha da poco aperto, ha già iniziato ad avviare la sua campagna elettorale, annunciando un taglio all’Irpef e il mantenimento dell’Iva ai livelli attuali, al contempo fustigando i suoi predecessori: “La sinistra e le tasse hanno sempre avuto una relazione complicata, in Italia. Siamo stati dipinti come il partito che sapeva solo alzare la pressione fiscale, abbiamo dato l’idea di considerare le tasche degli italiani come il bancomat per risolvere ogni problema di bilancio”.