È svolta con l’approvazione del nuovo Codice Antimafia, che ha ottenuto 259 voti alla Camera. Una riforma che ha l’obiettivo di velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale, che renderà più trasparente la nomina degli amministratori giudiziari, che includerà corrotti, stalker e terroristi tra i destinatari dei provvedimenti e che ridisegnerà il ruolo dell’Agenzia per i beni sequestrati, tanto discussa negli ultimi anni. “È un regalo al Paese”, questo il commento del Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi mentre il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha parlato di “più strumenti contro la mafia e dunque più trasparenza”.

Giro di vite sui mafiosi, la svolta in Parlamento

Destinatari dei provvedimenti potranno essere anche tutti coloro che sono indiziati di prestare assistenza agli associati delle organizzazioni a delinquere e mafiose a anche quelli che hanno compiuto reati contro la pubblica amministrazione. A provvedere al sequestro sarà la polizia giudiziaria e non più l’ufficiale giudiziario, così da rendere tutto più veloce ed efficace.

Infine è prevista maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari che dovranno essere iscritti ad un Albo ad hoc. Stop a chi ha parentele, affinità o assidua frequentazione con i magistrati dell’ufficio giudiziario che conferisce un incarico anche nel caso dei curatori fallimentari.