In attesa di vederla al cinema, incarnata da Angelina JolieKay Scarpetta arriva alla ventesima avventura letteraria: a febbraio esce LETTO DI OSSA, ultima fatica di Patricia Cornwell.

La celebre anatomopatologa forense torna con l’ennesimo caso.

Alberta, Canada, un eminente paleontologo scompare da un sito archeologico di dinosauri fossili, e al Forensic Cambridge Center, Kay Scarpetta riceve un’orrenda comunicazione che le fa sorgere il terribile sospetto che quello di Alberta sia il suo prossimo caso. Con scioccante velocita’, gli eventi precipitano. Un corpo recuperato a Boston rivela strane prove suggerendo un collegamento ad altri casi irrisolti che sembrano non avere nulla in comune. Chi c’e’ dietro a tutto questo? E di chi puo’ fidarsi Scarpetta?

Proclamata da più parti la “regina del giallo”, la Cornwell ha tenuto i suoi lettori col fiato sospeso e ha venduto più di 100 milioni di copie in tutto il mondo. La passione per la scienza e l’introspezione psicologica sono i punti di forza della serie gialla. Discendente di Harriet Beecher Stowe, l’autrice de La capanna dello zio Tom, dopo un’infanzia difficile intraprende la carriera giornalistica. E’ assunta come redattore tecnico, e poi come analista informatico presso l’ufficio di medicina legale della Virginia. Dopo vari rifiuti editoriali l’agente letterario le suggerisce di riportare le sue esperienze quotidiane all’obitorio. All’istituto di medicina Patricia conosce la dottoressa Marcella Fierro, alla quale si ispira per la sua eroina, e deve alla frequentazione del medico legale di Richmond le conoscenze che le serviranno per il suo esordio. Nel 1990 esce Postmortem, unico romanzo ad aver vinto nello stesso anno i premi Edgar, Creasey, Anthony, Macavity e il Prix du Roman d’Aventure. Il romanzo da alla luce “Il Personaggio” per antonomasia di Patricia: l’anatomopatologa Kay Scarpetta. Una emancipata professionista che alterna il camice delle autopsie a vestitini intonati alla sua chioma bionda. Per la storia del poliziesco è una rivoluzione. Non c’era mai stata prima di allora attenzione all’aspetto tecnico e scientifico della detection e non aveva mai trovato posto in un libro un’eroina così sicura di sé da abbandonarsi a divagazioni personali e riflessioni sul mondo maschile e sui rapporti umani. La narrazione in prima persona rende ancora più plastico il punto di vista della donna, io narrante e decisivo fulcro della vicenda tanto da vincere nel ’99 lo Sherlock Award per il miglior detective creato da uno scrittore americano.

Da quel momento comincia una gran fioritura di medici legali in gonnella (dalla Temple di Katy Reichs alla Allevi di Alessia Gazzola) e un interesse per l’investigazione scientifica senza precedenti. La fortuna letteraria di Scarpetta influenza anche l’universo delle serie televisive e dalla fine degli anni ’90 serie come CSI – Scena del crimine prendono spunto dall’universo della Cornwell. La popolarità di Scarpetta alimenta la fiducia nei poteri illimitati della Scientifica e l’illusione che la scienza sia infallibile recando un’impronta neo-positivista secondo cui il mondo può essere dominato dall’intelletto umano. Nel giro di pochi anni l’autrice pubblica Oggetti di reato (1991), Quel che rimane (1992),  Insolito e crudele (1993), La fabbrica dei corpi (1994) e Il cimitero dei senza nome (1995). E’ il periodo più brillante della sua carriera, la stagione in cui la regina del “thriller medico legale” perfeziona e affila i suoi strumenti: suspense, intrecci ben sviluppati, dettagli dei processi investigativi, una prosa serrata, la voce narrante di una donna in un ambiente rigidamente maschile, descrizioni psicologiche mai banali, qua e là qualche sferzata ironica, un ritratto vivido della middle class e di una metropoli violenta e imprevedibile.

Ad oggi i maggiori successi della saga di Scarpetta sono senza dubbio Quel che rimane e Insolito e Crudele, con cui vince il Gold Dagger Award. Due pietre miliari che prendono spunto da veri crimini commessi nella Virginia. Capolavori insuperabili che non dovrebbero mancare negli scaffali dei patiti del poliziesco. L’accuratezza con cui descrive il lavoro della dottoressa Scarpetta si accompagna ad una ricerca sul campo da parte della scrittrice e a una conoscenza diretta di strumenti forensi e tecnologie informatiche. Alla stesura dei suoi romanzi la Cornwell alterna infatti la consultazione di esperti di criminologia e patologia applicata, frequenta una scuola di investigazione, studia la decomposizione dei corpi e apprende tutte le moderne tecniche della Scientifica. La materia di cui parla la prende molto sul serio.

Ma al di là della plausibilità e del sapore di verità che si respira nelle sue pagine, il segreto del successo di un fenomeno ormai di dimensione planetaria va ricercato nell’amore che la Cornwell prova per i suoi personaggi: li conosce come se fossero reali. Di qui le bellissime digressioni sulla loro vita, il racconto del loro privato, le note di colore. Per l’autrice di Miami scrivere rappresenta la possibilità di avere un contatto diretto con le sue creature. Molti personaggi sono tratti dalla vita reale o ne conservano un’impronta caratteristica, come accade con Lucy, la nipote omosessuale di Kay. La Cornwell afferma in una intervista che la creazione letteraria è “come avere una relazione” con qualcuno. Ad ogni passaggio narrativo, a ogni spostamento della sua eroina l’autrice si chiede che cosa prova. “Cerco di mettermi dentro Scarpetta”. E l’identificazione è totale.

Ma nella seconda metà degli anni ’90 la perfetta simbiosi con l’eroina subisce un’improvvisa battuta d’arresto. Arriva per Patricia un periodo di stanca, di aridità intellettuale e di involuzione stilistica. Tenta allora di staccarsi dal suo personaggio inventando un’altra coppia di detective, Judy Hammer e Andy Brazil, con Il nido dei calabroni (1997) e Croce del Sud (1999) e poi il personaggio di Win Garano, con A rischio (2006) e Al buio (2008), ma non conquista i cuori dei lettori e non ripete il successo di critica ottenuto con Scarpetta. La sua fama planetaria resterà legata all’ormai celeberrima anatomopatologa, divenuta per lei un sicuro marchio di fabbrica.