Il Patto del Nazareno è finito. Almeno, per come lo si era conosciuto finora. Al termine di un Comitato di Presidenza ristretto, Forza Italia ha annunciato di ritenersi libera di valutare volta per volta le proposte di riforma, come si legge nel comunicato, “senza alcun vincolo politico derivante dagli accordi che hanno fin qui guidato, nello spirito e negli obiettivi, un percorso comune e condiviso che oggi è stato fatto venir meno dalla nostra controparte“. In altre parole, Berlusconi e i suoi scaricano sul PD tutte le responsabilità della rottura politica e rivendicano la propria indipendenza per quanto riguarda le future scelte, quell’indipendenza che è stata gravemente messa in discussione non solo dalle vicende relative all’elezione di Sergio Mattarella, ma anche dalle critiche feroci provenienti dall’ala del partito facente capo da Raffaele Fitto.

Il consigliere politico di FI, Giovanni Toti, ha poi rincarato la dose: “Il Patto del Nazareno, così come lo avevamo sempre interpretato, è rotto. Noi non ci sentiamo più legati a proseguire un percorso che avrebbe dovuto prevedere condivisione sulle scelte istituzionali, e dunque anche sulla scelta del Capo dello Stato“. Per tutta risposta, il Partito Democratico ha reagito alla notizia con l’equivalente verbale di un’alzata di sopracciglia. “Noi andiamo avanti sulla strada delle riforme“, ha detto il ministro Maria Elena Boschi, “se ci ripensano siamo qui“. Ancora più disinvolto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti: “Contenti loro, contenti tutti. Ognuno per la sua strada, meglio per noi“.

La fine del Nazareno non può che aver fatto piacere a molte realtà dell’area del centrodestra. Per l’NCD di Angelino Alfano, ovviamente, la rottura equivale a una rivalutazione dei propri voti e dunque del proprio peso: “Noi per le riforme ci siamo, coi nostri numeri in Parlamento c’è la maggioranza per proseguire lungo il cammino. Speriamo che Forza Italia possa riagganciarsi, noi comunque ci siamo“, ha ghignato il ministro dell’Interno. Felice Giorgia Meloni, che vi legge l’opportunità di rifondare il centrodestra, naturalmente con l’inclusione di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, più scettico Matteo Salvini (“Ieri dicevano cose diverse, vediamo cosa diranno domani“). Scetticismo condiviso anche da Fitto: “Finché non vedo, non credo“. La resa dei conti è solo all’inizio.

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