La Stampa ipotizza oggi il segretario della Lega Matteo Salvini intenda far fuori il candidato sindaco del centro-destra Guido Bertolaso con la stessa arma scelta da Forza Italia per promuovere la sua candidatura: il centinaio di chioschi aperti per far esprimere gli elettori romani se siano d’accordo o meno con la candidatura dell’ex-capo della Protezione Civile.

I cittadini potranno mettere una croce sul sì oppure sul no, e i leghisti, che hanno già dimostrato di avere una certa capacità di mobilitazione vorrebbero riempire le urne dei gazebo con i no a Bertolaso. Su questo punto si sarebbe lasciato scappare qualcosa il capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Fedriga. Dietro le quinte della trasmissione Omnibus avrebbe detto “A queste consultazioni di Forza Italia si può votare sì… ma immagino si possa votare anche no. E se Bertolaso venisse bocciato, Berlusconi dovrebbe prenderne atto“.

Ci sarebbe anche un piano di riserva. Se venisse incoronato comunque Bertolaso, la Lega potrebbe anche presentarsi da sola con un candidato di bandiera come Irene Pivetti,  o in appoggio ad un candidato già in corsa – e in questo caso tutti gli indizi porterebbero al nome di Francesco Storace - “Se la lega converge su di me – dice l’ex governatore del Lazio – di sicuro prende una barca di voti“.

Secondo La Stampa, il vero obiettivo di Salvini sarebbe però un altro: arrivare ad un patto segreto di desistenza tra la Lega e M5S per lanciare le candidate a cinque stelle a Roma e Torino  – “Entrambe hanno le idee chiare su quello che bisogna fare. Se nelle due città ci fosse un ballottaggio tra Pd e Grillo, voterei certamente per i candidati dei 5 Stelle per ricordare solo una delle tante dichiarazioni sulle due candidate grilline – e i candidati leghisti a Bologna e Novara.