Oggi, 29 giugno, si celebra il 75° anniversario della morte di Paul Klee, uno dei maggiori esponenti, assieme a Wassily Kandinskij, della nuova pittura fondata su caratteri astratti e figura eminente dell’arte del XX secolo.

Nato a Münchenbuchsee, il 18 dicembre 1879 da una famiglia di musicisti, presto si trasferisce nella capitale svizzera. A Monaco di Baviera frequenta l’Accademia delle belle arti, ma giunge in contatto con il mondo delle avanguardie storiche solo intorno ai trent’anni, quando nel 1911 conosce gli artisti che hanno dato vita al Cavaliere Azzurro (Alfred Kubin, August Macke, Wassily Kandinskij e Franz Marc).

Decisivo per Klee è il viaggio a Tunisi, nel 1914. Da quel momento affermerà di essersi pienamente impadronito del colore e inizia a prediligere nelle proprie opere le tonalità calde, tipiche di questa area geografica: “il colore e io siamo una cosa sola: sono pittore” scrive quello stesso anno.

Nel 1916 viene chiamato alle armi per combattere nella prima guerra mondiale. Congedato a Natale del 1918, inizia per lui il periodo più fecondo e felice della sua carriera artistica. Nel 1918 scrive il saggio “La confessione creatrice” (pubblicato nel 1920), il cui testo fornirà la base per i corsi di teoria della forma e teoria del colore che il pittore terrà, a partire dal 1920, al Bauhaus di Weimar. Nel 1919 la mostra di Monaco lo farà conoscere al grande pubblico internazionale e dal 1920 viene chiamato ad insegnare nella Bauhaus, dove sarà attivo per circa un decennio. Qui Klee si applica alla didattica con entusiasmo, avendo la possibilità di organizzare in maniera più sistematica l’aspetto teorico del suo fare artistico e venendo considerato dai suoi alunni alla stregua di un oracolo.

Quando la scuola viene chiusa  dai nazisti, dopo un breve periodo in Germania torna dunque nella natìa Svizzera, dove continua a dipingere, nonostante i gravissimi problemi di salute dovuti ad una sclerodermia progressiva. Qui morirà il 29 giugno 1940.

Nel giugno 2005 è stato aperto a Berna il Zentrum Paul Klee, interamente dedicato all’artista. Esso ospita più di 4000 opere, oltre a spazi dedicati a convegni, laboratori e mostre tematiche. Il Centro è stato progettato dall’architetto Renzo Piano e, nel rispetto delle primarie fonti di ispirazioni di Klee, è costruito con un ampio uso di legno e caratterizzato dall’onnipresenza della luce naturale. Proprio qui, in occasione dell’anniversario della morte, dal 19 giugno è stata aperta l’eccezionale mostra che per la prima volta riunisce  le opere dei due maesti fondatori dell’astrattismo, Paul Klee (1879–1940) e Wassily Kandinsky (1866–1944). Un percorso espositivo di 150 opere, provenienti dai più importanti musei del mondo, dal Centre Georges Pompidou di Parigi, alla National Gallery di Berlino al Museo Guggenheim di New York che indaga il complesso rapporto di amicizia fra Klee e Kandinsky, le rivalità, le ispirazioni comuni e le differenze di personalità.

Al pittore è inoltre dedicata l’odierna Giornata Mondiale della Sclerodermia (Sclerosi Sistemica), la grave malattia cronica e progressiva di cui soffriva e che ne influenzò a fondo la crescita personale e artistica.

Paul Klee [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons