Hanno lavorato tutta la notte le dodici squadre di vigili del fuoco, arrivate da molteplici comuni limitrofi allo scopo di spegnere l’incendio che si è scatenato a Mortara, in provincia di Pavia. Nell’incidente è andata in fumo la ditta di smaltimento rifiuti Eredi Bertè, che si occupava principalmente di materiale non a rischio.

Piccoli focolai ardono ancora questa mattina, ma restano da capire le conseguenze del grande rogo: al momento le scuole sono rimaste chiuse secondo l’ordinanza dei sindaci di Mortara e Vigevano, e si attendono i risultati delle analisi effettuate dalle centrale per la rilevazione di agenti inquinanti.

In tutto serviranno 72 ore e, sulla scorta di quanto riferito ieri dal prefetto e dal capo dei vigili del fuoco, potrebbe essere concreto il rischio diossina.

Proprio nella giornata di ieri era attesa l’ispezione semestrale dell’Arpa. Anche gli altri comuni hanno invitato i propri cittadini a non uscire e a tenere serrate porte e finestre.

Si consiglia anche di non raccogliere i prodotti della terra di orti all’aperto, in quanto non è possibile escludere contaminazioni: un provvedimento che colpisce anche gli agricoltori che si stavano apprestando alla trebbiatura del mais. Vietato anche il pascolo degli animali.

Nel frattempo i carabinieri stanno avviando un’inchiesta per determinare le cause dell’incendio avvenuto nella ditta Eredi Bertè, che già a settembre del 2004 era stata colpita da un episodio simile, di natura dolosa.