Una nuova bufera si abbatte sulla sanità russa da sempre criticata per l’assenza di tutela nei confronti dei pazienti che subiscono errori medici. In questo caso a causare la morte di un paziente non è stata una diagnosi errata o un farmaco somministrato per errore bensì il pugno di un medico. A inchiodare Ilya Zelendinov, un chirurgo dell’ospedale di Belgorod, sono stati i filmati ripresi dalle telecamere di sicurezza ospedaliere.

La morte del paziente, un 56enne di nome Yevgeny Bakhtin, sarebbe passata inosservata alle autorità se la tv nazionale non avesse deciso di mandare in onda il video del brutale pestaggio diffuso su YouTube. Nel filmato si vede il medico accanirsi contro un paziente. Il dottore accusa l’uomo a petto nudo di aver molestato un’infermiera. La lite degenera e il medico scaraventa il paziente fuori dalla camera. Quando l’uomo cerca di rientrare nella stanza il medico inizia a colpirlo con violenza. Il paziente cade riverso sul pavimento nell’indifferenza del medico e del personale sanitario che continuano a litigare con un altro uomo che aveva accompagnato il paziente in ospedale.

Quando finalmente gli infermieri e il medico si accorgono che il paziente non si rialza e non mostra segni di vita cercano di rianimarlo. Ogni tentativo di riportare l’uomo in vita purtroppo fallisce e il paziente viene dichiarato morto. Le infermiere ripuliscono il pavimento dal sangue e coprono l’episodio.

A scatenare l’indignazione dell’opinione pubblica è il mancato avvio di un’indagine dopo la morte del paziente. L’inchiesta infatti è stata avviata soltanto dopo la diffusione del video del pestaggio che risale al 29 dicembre 2015. Inoltre il medico è stato indagato per negligenza e non per omicidio. Per la morte del paziente, causata dal trauma cranico e cerebrale riconducibile ai pugni e alla caduta, il chirurgo russo in caso di condanna potrebbe scontare una pena irrisoria: appena 2 anni di carcere.