AGGIORNAMENTO ORE 20.30 - Renzi ha annunciato di volersi ricandidare a segretario. La minoranza (Emiliano, Rossi e Speranza), intanto, lo hanno accusato di aver “scelto la scissione”: “E’ ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto questa strada assumendosi così una responsabilità gravissima”. Per Bersani l’ex Premier “ha alzato un muro”: “Anche se ho sempre detto che da casa mia non mi butta fuori nessuno, se mi accorgo che non è più casa mia ma il partito di Renzi non saprei come fare” ha precisato a “In mezz’ora”. Per il Ministro Franceschini, infine, un’eventuale scissione all’interno del Pd “avvantaggia Beppe Grillo e la destra”.

Diventa sempre più difficile (se non impossibile) ricucire lo strappo all’interno del Partito Democratico: a non essere gradito è soprattutto l’ex Premier Matteo Renzi. Gianni Cuperlo non vorrebbe lasciare il partito mentre D’Alema, quando gli viene chiesto se si è ad un passo dalla rottura, risponde che “non è colpa sua”, e poi allarga le braccia. “Bisogna essere fedeli agli ideali della gioventù, quando non sai cosa fare, fai quello che devi” aggiunge Bersani, presente ieri al Teatro Vittoria.

Pd in crisi: le reazioni

“Il Pd non è proprietà di capi in lite, i margini di trattativa ci sono. Fermiamoci o la scissione sarà colpa di tutti”, queste le parole del Ministro Dario Franceschini a cui sta a cuore l’unità del Pd, volendo superare i conflitti e le scissioni interne. Tra le proposte – che non sarebbero state gradite dalla minoranza – quella di convocare le primarie il 14 maggio, di indire una conferenza programmatica e di approvare un documento di appoggio al governo Gentiloni.

Pd, la speranza di ricucire è l’ultima a morire

Il governatore della Puglia Emiliano ha fatto sapere che “con Renzi la ‘linea rossa’ è attiva”: “Noi diciamo di fare la conferenza programmatica e le primarie a settembre. E, se lui vuole, può anche rimanere segretario nel frattempo”. Per Speranza e Rossi, invece, Renzi deve andare via perché “il congresso rischia di ridursi ad un plebiscito di rivincita per il capo arrabbiato che ha perso il plebiscito vero”.