Il codice di comportamento che dovranno rispettare i candidati alla poltrona di sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle continua a far discutere. Il punto del decalogo più contestato è quello che prevede una multa da 150 mila euro per chi violerà le direttive sottoscritte prima delle elezioni. Sia Alessandro Di Battista che Beppe Grillo ieri hanno confermato l’esistenza del documento, anticipato da La Stampa.

Il codice secondo i pentastellati è nato per evitare “cambi di casacca” dopo le elezioni e far rispettare il programma. Anche la senatrice Paola Taverna, interpellata da L’Espresso, ha spiegato che le sanzioni pecuniarie quantificano il danno di immagine al Movimento 5 Stelle e che nessuno è obbligato a firmare il regolamento e a candidarsi con i pentastellati. Non è dello stesso avviso il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, che reputa esagerate e inutili le multe:

Le sanzioni pecuniarie per chi dissente proposte nel Movimento 5 Stelle, oltre a sfiorare il ridicolo, credo che confermino l’ineludibile esigenza di procedere senza indugi a discutere e approvare una nuova legge sui partiti in attuazione dell’art. 49 della Costituzione.

Guerini non risparmia un’altra stoccata ai pentastellati. Secondo l’esponente del Pd il Movimento 5 Stelle è contrario a una legge sui partiti, perché i leader non vogliono sottostare a regole democratiche e garantire la libertà di espressione e dissenso ai membri. Guerini si dice determinato a portare avanti il disegno di legge per riformare i partiti e dare indicazioni di democrazia interna valide per tutti. Si tratta di un progetto legislativo già delineato, che al momento è fermo in Commissione Affari Costituzionali:

È un problema che non riguarda questa o quella forza politica ma un pezzo della qualità sostanziale della nostra democrazia.

Fraccaro: legge sui partiti del Pd è fascismo renziano

La reazione dei Cinquestelle è stata immediata. Il deputato pentastellato Riccardo Fraccaro definisce la legge un frutto del fascismo renziano, un attacco che distruggerebbe il Movimento 5 Stelle:

Si tratta di una controriforma ad castam presentata dal Pd che neutralizza il M5S, costringendo tutte le forze politiche ad adottare la forma partitocratica: se una simile norma liberticida venisse approvata, i cittadini a 5 stelle non potrebbero più partecipare alle elezioni.