Tra i due litiganti, il terzo gode? Il Pd ha trovato un nuovo candidato alla segreteria, pronto a sfidare sia il segretario dimissionario Matteo Renzi che l’ex “scissionista” Michele Emiliano, che negli scorsi giorni ha deciso di restare all’interno del partito proprio per candidarsi a guidarlo. Si tratta di Andrea Orlando.

Il ministro della giustizia prima nel governo Renzi e attualmente anche nel governo Gentiloni ha comunicato la sua intenzione di scendere in campo in prima persona, per correre alla segreteria del Pd.

Orlando ha spiegato le ragioni che l’hanno portato a questa decisione dichiarando: “Ho deciso di candidarmi perché credo che ci voglia responsabilità, perché credo che il Pd debba cambiare profondamente per essere utile all’Italia e agli italiani. Perché credo e non mi rassegno al fatto che la politica debba diventare solo prepotenza”.

L’annuncio è stato fatto da Andrea Orlando a Ostia, a margine della firma di un’intesa sulla giustizia con gli enti locali. Il ministro ha poi dichiarato: “Dobbiamo avere 50 sfumature di Pd, non di rosso”, sostenendo che all’interno del Pd ci dev’essere “anche il rosso”, ma si deve “rifare il Pd che abbiamo sognato dieci anni fa e dobbiamo lavorare per evitare che la politica diventi soltanto risse, conflitti e scontri tra personalità, ma torni a essere una grande e bella occasione di vivere insieme e lavorare per la trasformazione dell’Italia”.

Tra le prime reazioni alla candidatura di Orlando come segretario del Pd c’è stata quella dell’ex presidente della Camera Luciano Violante, che ha dato la sua approvazione dichiarando che posizioni come quella del ministro della giustizia aiutano “a dare un carattere pluralista al partito”.

Non si è fatta attendere anche la reazione da parte del suo futuro sfidante Michele Emiliano che, nel corso di un intervento al programma L’aria che tira su La7, ha dichiarato che Orlando “è bravo e competente”, ma ha “un solo difetto”, ovvero “ha fatto parte del governo Renzi fino ad oggi, e perciò devo capire a quale obiettivo sta mirando. Spero che, come me, lotti per un cambiamento del partito”.