Brutta tegola per Matteo Renzi e il suo governo, che vede vacillare la maggioranza, già risicata, in Senato. Dopo che il Premier ha deciso di sostituire il senatore Corradino Mineo alla commissione che sta lavorando alle riforme, 14 senatori (Mineo compreso) hanno deciso di autosospendersi dal gruppo parlamentare (tra loro Casson, Chiti e Corsini).

La sostituzione di Mineo, secondo quanto dichiarato da Renzi, sarebbe avvenuta perché il senatore, in commissione, avrebbe votato in modo diverso rispetto a quanto deciso dalla maggioranza. Un atteggiamento non gradito dal Presidente del Consiglio, che è stato molto duro nei confronti di Mineo, accusato di utilizzare il Pd come veicolo per farsi eleggere. Renzi e il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi hanno però assicurato che il cammino delle riforme prosegue e che non sarà certamente il veto di qualche senatore a fermarlo.

La polemica rischia di spaccare un Partito Democratico già precario e di mettere a repentaglio la maggioranza in Senato. Pippo Civati ha appoggiato la protesta di Mineoi e degli altri 13 senatori, paragonando la scelta di Renzi ad un “editto bulgaro“.