Roberto Elice, sacerdote di Palermo, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale a danno di tre minori. L’uomo è stato fermato a Roma, dove attualmente si trovava dopo aver svolto il suo ruolo di parroco nella Maria Santissima Assunta di via Perpignano, nel capoluogo siculo. L’ennesima brutta storia di presunta pedofilia all’interno della Chiesa è saltata fuori quando alcune mamme hanno deciso di denunciare alcuni episodi sospetti. Da lì le indagini avrebbero poi portato alla luce le storie dei tre minori coinvolti, due dei quali, un ragazzino di tredici e uno di quindici anni sarebbero stati fratelli e avrebbero subito violenza sessuale. Episodi che sarebbero cominciati nel corso di un pellegrinaggio e che sarebbero poi proseguiti anche successivamente.

Il rapporto tra il sacerdote e i due fratelli sarebbe stato favorito dalla fiducia che il prete sarebbe riuscito a guadagnarsi nei confronti della madre dei ragazzini. Il sacerdote sarebbe diventato una specie di riferimento per loro, tanto da offrirsi di pagare il pellegrinaggio all’estero e da far loro anche altri regali. La denuncia sarebbe scattata perché i ragazzini avrebbero confessato alla mamma cos’era successo in realtà.

Gli episodi di presunta pedofilia sarebbero stati anche altri però. Attraverso le testimonianze, la Procura sarebbe riuscita a ricostruire anche una vicenda avvenuta tempo prima, ai danni di un ragazzo che all’epoca dei fatti era minorenne ma che oggi avrebbe già compiuto i diciotto anni. Nelle mani degli inquirenti vi sarebbe anche la conversazione in chat che il sacerdote avrebbe fatto con una parrocchiana e in cui avrebbe confessato i suoi atti, avvenuti, secondo quanto lui stesso avrebbe affermato, a causa di momenti di debolezza.

Gli atti di presunta pedofilia e di violenza sessuale a cui si sarebbe riferito il parroco sarebbero stati proprio quelli avvenuti nel corso del pellegrinaggio all’estero.