Papa Francesco I ha accettato quest’oggi le dimissioni del vescovo della diocesi di Kansas City-St Joseph, Robert Finn, che aveva annunciato di voler rinunciare al suo ufficio dopo la condanna per omessa denuncia di un caso di pedofilia avvenuto nella sua diocesi.

Nel 2012, monsignor Finn era stato condannato negli Stati Uniti per aver protetto padre Shawn Ratigan, nel cui computer, due anni prima, erano state rinvenute diverse immagini scattate dallo stesso prete ad alcuni bambini della sua parrocchia. La diocesi, secondo l’accusa, era venuta a conoscenza del crimine commesso dal prete di Independence, Missouri, ma non aveva provveduto a denunciarlo alle autorità se non con cinque mesi di ritardo; periodo nel quale il prete pedofilo continuò indisturbato nella sua azione scellerata (per lui furono poi decisi 50 anni di carcere).

Finn divenne così il più alto prelato cattolico americano a finire condannato per un reato legato alla pedofilia; tuttavia, pur essendo stata provata la sua scandalosa connivenza (e nonostante una pena molto mite, appena due anni di libertà vigilata), incredibilmente mantenne il suo posto nella diocesi. Nel settembre 2014 (con comodo, non c’è fretta), il Vaticano, sollecitato dalla Chiesa americana, ha deciso di aprire un’inchiesta per verificare il l’operato di Finn come vescovo, giungendo ora alla conclusione che, no, forse non era il caso di tenerlo alla guida del gregge di una città così importante.

Sempre a settembre, la Santa Sede fu sconvolta dall’ennesimo scandalo-pedofilia, con l’arresto dell’ex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana Jozef Wesolowski, colpevole di aver adescato minorenni in una spiaggia di Santo Domingo, pagandoli per fare sesso con loro. Fortunatamente, dopo un periodo insopportabilmente lungo di criminosa connivenza, con Jorge Bergoglio il Vaticano sembra aver imboccato la strada della tolleranza zero verso il più vergognoso dei reati, non solo nei confronti di chi se ne macchia direttamente ma anche di chi protegge i colpevoli con un silenzio complice, istituendo una Commissione per la protezione dei bambini e colpendo duramente i prelati condannati dalla magistratura civile.