Un parroco di Milano, don Alberto Paolo Lesmo, è stato sospeso dal suo incarico dall’arcivescovo Angelo Scola ed è stato indagato con l’accusa di prostituzione minorile insieme ad un’altra persona. Da quanto risulta, il sacerdote avrebbe pagato un ragazzino minorenne per avere rapporti sessuali, lungo un arco di tempo che sarebbe andato dal 2009 al 2011.

Per il parroco è già stato chiesto il rinvio a giudizio per il reato di prostituzione minorile mentre non sarebbe stato chiesto il processo per l’accusa di cessione di sostanze stupefacenti. Quest’ultima accusa sarebbe caduta poiché il parroco, pur conscio del fatto che il ragazzino spendeva i soldi che lui gli dava per l’acquisto di cocaina, in realtà non gli avrebbe mai ceduto direttamente alcuna sostanza stupefacente. Le accuse di cessione di stupefacenti – assieme a quella di prostituzione minorile e violenza sessuale – è invece contestata all’altra persona indagata assieme al parroco, che però non fa parte del clero.

La sospensione del sacerdote dal suo ruolo è arrivata quando l’Arcidiocesi è venuta a conoscenza del procedimento di indagini a suo carico, venendo a scoprire, tra l’altro, che il parroco era già stato sottoposto a perquisizione in parrocchia nel 2013 senza darne alcuna notizia ai superiori. Da qui la decisione di sospendere il parroco dalle sue funzioni.