Si chiamava Terry Oldham, aveva 63 anni ed era un pedofilo. Nel 1987 era stato condannato perché aveva aggredito una quattordicenne ed allora era stato iscritto al registro dei molestatori sessuali. Viveva a Camborne, in Cornovaglia, dove era diventato il bersaglio di una gang. Conoscevano il suo passato e per questo spesso lo avevano attaccato e derubato – e pensavano che fosse giusto trattarlo così visto il suo passato.

Tra il 28 marzo ed il 1 aprile dell’anno passato sarebbero entrati a casa sua e lo avrebbero lungamente seviziato. L’hanno picchiato, l’hanno costretto a mangiare feci canine, hanno urinato sopra di lui ed infine lo avrebbero impalato con un manico di scopa causandogli danni interni che lo hanno ucciso. Ora la gang è finita sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio. I quattro imputati hanno negato finora tutte le accuse. Sostengono che Terry Oldham stesse bene, quando se ne sono andati da casa sua.

Difficile sostenere questa posizione visto che la vittima aveva una serie di lesioni estese a testa, torace, addome, mani, braccia e gambe. L’autopsia ha inoltre rivelato la presenza di lesioni semicicatrizzate, che indicano come molto probabile che il pedofilo sia stato oggetto in passato di altre sevizie. Il processo dovrebbe chiudersi nell’arco di un mese e mezzo, intanto l’opinione pubblica inglese si è divisa tra chi ritiene gli imputati dei mostri da rinchiudere, e chi tutto sommato pensa che il passato pedofilo di Terry Olham giustifichi ampiamente la sua orrenda fine.