Il colosso farmaceutico americano Pfizer si attiverà affinché i suoi medicinali non vengano più impiegati per la pena di morte. Si tratta della prima presa di posizione concreta che una casa farmaceutica abbia attuato, anche se decisioni del genere sarebbero state prese in considerazione anche da altre aziende dello stesso settore, sia europee sia statunitensi. La Pfizer introdurrà un nuovo sistema di controllo grazie al quale verrà posta maggiore attenzione nella distribuzione dei propri medicinali, in modo tale che nessuno di essi venga utilizzato per eseguire alcuna pena di morte.

La decisione della Pfizer è una svolta che potrebbe essere definita storica. E non perché altre case farmaceutiche, in passato, non abbiano già attuato provvedimenti simili per non essere associate alla pena di morte, ma perché dopo la mossa dell’azienda americana, gli Stati americani che avranno bisogno di farmaci per la pena di morte, dovrebbero in qualche modo attuare metodi sottobanco per procurarsene. Senza contare che le autorità avrebbero già bloccato diverse volte carichi provenienti dall’estero, comprendenti anche farmaci che l’Authority americana non aveva mai neppure approvato. E non è neppure da sottovalutare il numero di processi giudiziari avviati perché i farmaci impiegati per eseguire le condanne erano solo sperimentali oppure hanno reso il tutto alquanto più doloroso per il condannato (esecuzioni riuscite male insomma).

Il mancato approvvigionamento di farmaci per eseguire le condanne a morte ha fatto sì molte esecuzioni siano state sospese anche per lunghi mesi. Anche per tale ragione, nel 2015 si è verificata una sorta di crollo delle esecuzioni, come non accadeva da tempo immemore negli Stati Uniti.