La notte tra il 30 settembre e il l’1 ottobre Giuseppe Scarso, meglio conosciuto come Don Pippo, veniva aggredito con del liquido infiammabile che gli provocava diverse ustioni su tutto il corpo. A perseguitarlo, da mesi, nella sua casa di Siracusa, un gruppetto di ragazzi che – già in altre occasioni – aveva provato a spaventarlo, a fargli del male. Era diventata la loro vittima preferita. I bulli agivano per noia, per “divertirsi” ai danni di un pensionato che non aveva mai fatto nulla di male. Don Pippo, con la sua forza, è resistito per oltre due mesi: poi, all’Ospedale Cannizzaro di Catania, è deceduto.

Siracusa, è caccia ai bulli

Intanto è arrivato il primo fermo: un 18enne siracusano, incensurato, che è accusato di omicidio in concorso. Intanto è stato ordinato dalla Procura della Repubblica anche un secondo fermo, per un altro giovane di Siracusa che, però, sarebbe irreperibile.

Un terzo giovane, infine, al momento è solo indagato poiché, quella notte, si sarebbe trovato con gli altri due nei pressi dell’abitazione di Don Pippo. Un gruppo di bulli, di diciottenni, studenti, che avrebbero agito senza alcun movente. Prima lo hanno picchiato, poi lo hanno cosparso di un liquido infiammabile che gli ha causato ustioni su tutto il corpo fino a causarne il suo decesso dopo oltre due mesi di agonia.