Tragedia nel milanese, dove lunedì notte un pensionato ha sorpreso un giovane ladro che era entrato introducendosi dalla finestra e ha aperto il fuoco, uccidendo il ragazzo.

Quest’ultimo non è stato ancora identificato, ma da quanto è stato riferito dalla polizia dovrebbe essere un romeno di 28 anni, disarmato, accompagnato da due complici. Questi due sono fuggiti, mentre la vittima, che si sarebbe trovata sulle scale della villetta di Vaprio d’Adda, è stata raggiunta al cuore da un colpo esploso frontalmente da una calibro 38 semiautomatica.

Inizialmente il pensionato, Francesco Sicignano, dotato di regolare porto d’armi, è stato accusato di eccesso colpo in legittima difesa, ma la Procura di Milano che sta indagando sulla vicenda avrebbe riformulato il capo d’imputazione in omicidio volontario.

La dinamica dell’accaduto non è però ancora chiara, e ricostruire i fatti della notte tra il 19 e il 20 ottobre sarà fondamentale: nonostante il ritrovamento del cadavere sulle scale esterne della villetta al suo interno è stata invece rinvenuta una torcia, a corroborare la versione del pensionato che ha affermato di essersi trovato il ladro in casa.

Al momento è in corso l’interrogatorio di Sicignano davanti al pm Antonio Pastore. L’uomo è arrivato in Procura con il figlio e il legale e ha preferito non rilasciare dichiarazioni ai cronisti per non influenzare le indagini.

Le reazioni della politica non hanno tardato ad arrivare. Matteo Salvini sulla proprio pagina Facebook si è espresso più volte sull’argomento schierandosi a favore del pensionato, esclamando “Pazzesco: giù le mani da chi si difende!” e affermando che il gesto di Sicignano sarebbe stato legittimo: “Se si trattava di un ladro morto ‘sul lavoro’ non mi dispiace più di tanto: se l’è andata a cercare.”

Supporto all’indagato anche da parte della Regione Lombardia. Il presidente Roberto Maroni ha dichiarato su Twitter di voler sostenere le spese legali cui il pensionato andrà in conto per la sua difesa.

Alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui Riccardo De Corato, hanno poi organizzato un corteo a sostegno del pensionato che ha sfilato nella via in cui si trova la villetta del delitto. Carlo Fidanza, dell’Ufficio di Presidenza del partito di cui è leader Giorgia Meloni, ha così spiegato il gesto simbolico: “Noi stiamo sempre dalla parte di chi si difende, costretti ad impugnare un’arma per tutelare i propri beni, la propria incolumità e quella dei propri cari. L’avviso di garanzia sarà pure un atto dovuto ma suona come uno schiaffo in faccia per chi è costretto a fare ciò che lo Stato dovrebbe fare e non fa”.